sabato, 19 Giugno, 2021
Politica

Maggioranza e opposizioni. Governo e Parlamento. Basta gelosie e più collaborazione

Dal mese di marzo, da quando il Governo per fronteggiare la pandemia ha iniziato a produrre a raffica provvedimenti amministrativi (DPCM) immediatamente efficaci, si lamenta l’emarginazione del Parlamento, che su questi atti governativi non può mettere bocca. Le opposizioni si sentono umiliate ed emarginate e ricorrono alle piazze.

Il Governo si difende sostenendo che i suoi interventi sono dettati dalla necessità di adeguare tempestivamente le misure adottate alla continua evoluzione del virus. In pratica, la decisione presa oggi fra una settimana potrebbe non essere più adeguata perché la situazione è cambiata, e quindi occorre un’elasticità che i tradizionali strumenti legislativi non hanno.

Il Governo non ha tutti i torti. Ma questo non significa che possa far finta che il Parlamento sia in vacanza. Su La Discussione abbiamo suggerito due correttivi.

Il primo: una consultazione sistematica settimanale del Presidente del Consiglio con i leader di tutti i partiti, incluse le opposizioni, per esaminare i temi sul tappeto, scambiare idee, raccogliere opinioni e proposte pratiche. In questo modo ogni provvedimento del Governo, legislativo o amministrativo, partirebbe con una forma di ampia condivisione. Questo non significa che il Governo debba scaricare sulle opposizioni la responsabilità di decisioni che spettano a chi oggi ha la maggioranza. Tutt’altro. Significa solo che le opposizioni hanno il diritto di esserne informate per tempo, di poter non solo esprimere le proprie posizioni ma anche di poter discutere le scelte che il Governo si appresta a fare avanzando proposte che il Governo non può scartare a priori ma deve esaminare con attenzione. Poi la decisione finale ritorna nelle mani del Presidente del Consiglio.

In questo modo il Governo potrebbe far tesoro di qualche idea valida delle opposizioni che, a loro volta, sarebbero più responsabilizzate e non sarebbero legittimate a ricorrere a sfoghi demagogici nelle piazze. Il risultato finale sarebbe anche una immagine più coesa del Paese che aiuterebbe i cittadini a sopportare meglio il peso di decisioni dure.

Il secondo correttivo riguarda il dialogo con il Parlamento. Il Governo non solo dovrebbe tempestivamente riferire alle Camere sui contenuti delle misure che intende adottare e seguire le indicazioni che emergono da un veloce dibattito parlamentare, ma dovrebbe discutere con i Presidenti di Senato e Camera lo strumento da adottare, tenendo conto sia delle condizioni di necessità e urgenza, sia della mole di lavoro che le Camere stanno affrontando.

In pratica: ogni DPCM potrebbe essere sostituito da un decreto legge, perché diventa subito efficace in attesa di essere convertito in legge entro 60 giorni. Ma poiché la situazione è in continua evoluzione, il numero di questi provvedimenti sarebbe sicuramente elevato con due conseguenze. Si potrebbero intasare i lavori parlamentari (e questo i Presidenti delle Camere sono in grado di valutarlo meglio di Palazzo Chigi) e si potrebbe verificare che un ipotetico decreto legge in corso di esame sarebbe superato da un altro presentato qualche giorno o settimana dopo che a sua volta potrebbe a sua volta essere superato da un altro provvedimento resosi improvvisamente necessario. In tal modo il Parlamento vedrebbe il proprio lavoro in corso su ipotetici decreti legge continuamente vanificato da altri decreti legge. Per questo occorre una consultazione preventiva tra Conte, Casellati e Fico per decidere insieme cosa sia meglio fare. Non ci vuole molto.

È un periodo eccezionale e occorre individuare metodi di lavoro straordinari e inediti. Poi quando la pandemia se ne sarà andata si potrà tornare alle normali dialettiche maggioranza-opposizione e Parlamento-Governo. Ma ora basta con gelosie e divisioni. Non servono a nulla, minano la credibilità di tutte le istituzioni, rendono ogni decisione meno credibile e lasciano disorientati i cittadini che, con i mille problemi che devono fronteggiare, non hanno voglia di assistere a litigi continui.

Buon senso e responsabilità di tutti aiuteranno a superare meglio questa lunga navigazione nella tempesta.

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