mercoledì, 28 Ottobre, 2020
Politica

Via Quota 100, decreti sicurezza e reddito. Il Pd rompe la pax giallorossa

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La follia era prima o è ora? Delle due l’una, o le idee, le soluzioni, le ricette, hanno un valore relativo, oppure c’è qualcosa di malato nel sistema-Italia, qualcosa di profondo, sotterraneo, che non quadra. Dobbiamo rassegnarci al fatto che i partiti sono solo enti commerciali, Spa, che occupano un brand e devono unicamente gratificare, soddisfare, rappresentare al meglio il target che li obbliga a scegliere le battaglie e i temi del momento? Scelte immediatamente smentite un mese dopo?

Ad esempio, si è tanto ironizzato (anche con un pizzico di preoccupazione, visto il precedente che ha ufficialmente reso regola), sulla capacità democristiano-camaleontica di Conte, di presiedere un governo gialloverde e oggi un governo giallorosso che procede nella direzione opposta.
Ma quando è troppo è troppo. Se confrontiamo le dichiarazioni trionfalistiche rese ai media, ai telegiornali, relativamente ai decreti sicurezza, a quota 100, al reddito di cittadinanza, quando furono varati, con le dichiarazioni di ieri, non possiamo che saltare dalla sedia.

Un governo che rinnega il passato e un premier che rinnega il passato, che messaggio danno agli italiani?
E come si sente un popolo, che assiste a questi balletti quotidiani che trasformano la politica in una maschera grottesca? Per non parlare delle strategie sempre mutevoli.

Il Pd si può capire. Finora ha ingoiato la virulenza dei grillini, la loro falsa rappresentatività parlamentare, frutto di un’altra epoca siderale, attualmente scesa al 6-7%. E lo ha fatto per paura di Salvini e per non far cadere l’esecutivo.

Zingaretti si era ritagliato il ruolo di pompiere, di custode della governabilità, del buon senso e della stabilità. Ma, dopo le regionali, ha legittimamente alzato i toni, rivendicando un nuovo indirizzo governativo. Azzerando le vittorie gialloverdi, considerate figlie della filosofia salviniana: i decreti sicurezza e quota 100.

Ma i grillini dove hanno la faccia? L’hanno persa del tutto? E Conte li segue a ruota. I democristiani, i simboli della mediazione e del compromesso scientifico, rispetto a loro, sono esempi di luminosità politica.

E come se non bastasse, anche altri fronti sono stati aperti: la scuola (il concorso), il Mes, quel reddito di cittadinanza, insieme al taglio dei parlamentari, l’ultima battaglia identitaria dei pentastellati (visto che le altre le hanno tradite tutte). Ancora in molti ricordano l’affaccio di Di Maio al balcone, con annuncio urbi et orbi della sconfitta solenne della povertà. Tutto sparito, mai esistito? Da domani, se va in porto il correttivo-Conte, il reddito sarà sottratto a chi non accetta il lavoro.

Se dopo le regionali, con il salvataggio dei fortini sinistri di Toscana e Puglia, la maggioranza sembrava trionfante, adesso si prospetta quasi certamente un Autunno problematico. Con un Pd partito solido, e i 5stelle partito liquido, guidati da Conte il Liquido, una alleanza strutturale riformatrice, come auspicato da osservatori, politici e dalla stessa piattaforma Rousseau, sembra al limite della farsa. Ma forse è la storia che dovrà convincere Di Maio e soci, ad accettarla loro malgrado. Rinnovarsi o perire.

(Lo_Speciale)

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