giovedì, 24 Settembre, 2020
Cultura

Davide Enia in scena con Maggio ‘43, spettacolo per voce e musica

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Dopo la sospensione dello spettacolo lo scorso luglio, torna finalmente in scena uno dei protagonisti delle passate stagioni, Davide Enia, sul palco del Teatro Argentina, giovedì 17 settembre (ore 21, posto unico 5), con Maggio ‘43, spettacolo per voce e musica che raccoglie le testimonianze di alcuni sopravvissuti al bombardamento di Palermo del 9 maggio 1943, scomponendole e rielaborandole in un unico racconto.

Tra i grandi narratori e affabulatori della nostra memoria e storia collettiva, Davide Enia, accompagnato dalla musica di Giulio Barocchieri, ripropone il racconto dell’anno cruciale per Palermo e la sua gente, quando la città subì un numero crescente di bombardamenti da parte degli Alleati, che stavano preparando lo sbarco sulle coste siciliane. Il 9 maggio 1943 Palermo viene colpita violentemente e, in meno di venti minuti, fu distrutto gran parte del centro storico con oltre 1.500 vittime.

In Maggio ‘43, spettacolo per voce e musica, Davide Enia raccoglie le testimonianze di alcune persone che subirono quei giorni, uscendone miracolosamente illese, per incastonarle in una sola grande storia. In questa stagione estiva straordinaria, attraverso l’interpretazione di Enia e la musica di Barocchieri, le voci dei palermitani tornano a vivere in scena e ci riportano a un tempo malato e bugiardo, cinico e baro, fatto di atrocità e la lotta per la sopravvivenza, che, in qualche modo, ci parla ancora di noi e del nostro presente. Erano tempi cupi, in cui necessario era ingegnarsi per riuscire a rimanere vivi. Tempi atroci, in cui la morte cadeva inattesa dall’alto o dal basso dei mercati neri, che stritolavano con prezzi schizzati alle stelle. Tempi bui, che somigliano tragicamente ai nostri.

“Cos’è la notte quando tanto arriva sempre l’urlo della sirena d’allarme per i bombardamenti notturni? Cos’è che non ce la faccio più a mangiare sempre pane nero e allora cerco di pescare le anguille? – riflette Davide Enia – Cos’è strisciare contro i muri per non farsi vedere dalla milizia fascista? Cos’è cercare l’amuchina al mercato nero? Cos’è che mi servono 1800 lire per le medicine e non so come recuperarle? Cos’è vedere il massacro di Palermo il 9 maggio ’43 e camminarci dentro e non ci sono più le case e nemmeno le strade e non si vede niente che c’è polvere e fumo dappertutto ma comunque quello che vedi nemmanco si riconosce?”.

(Lo_Speciale)

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