mercoledì, 23 Ottobre 2019
Ambiente Editoriale

L’impero delle acque minerali

Su peso in milligrammi, uso e smaltimento delle bottigliette di plastica si addensano studi, ricerche, costi, preoccupazioni. Sfide a colpi di innovazioni per la salvezza dell’ambiente, posti di lavoro e tanti soldi. Prima i numeri: ogni anno finiscono imbottigliate 14,8 miliardi di litri di acqua, e 7 su 10 sono in bottiglie in plastica Pet.

Su un totale di 2,3 milioni di tonnellate di imballaggi in plastica immessi al consumo, circa 320mila tonnellate erano di bottiglie di acqua minerale in PET. Di queste bottiglie in PET solo 30mila tonnellate non sono state recuperate, ossia l’1,3% del totale imballaggi di plastica immessi al consumo in Italia.

Ogni anno sono 2 milioni 300 mila tonnellate il totale della plastica immessa nel mercato, il cui smaltimento diventa sempre più problematico per l’impatto che si ha sull’ambiente. A correre ai ripari sono gli stessi produttori di acque minerali la: ‘Federazione delle industrie italiane delle acque minerali naturali e delle acque di sorgente’ la Mineracqua, che ricorda come qualcosa stia funzionando, tanto da augurarsi una svolta positiva grazie alla ricerca che ha portato l’Italia delle bottigliette Pet ad essere una eccellenza europea nel campo del riciclo e tutela dell’ambiente. Per l’Associazione dei produttori sono avviate al riciclo il 55% delle bottiglie in Pet, contro una media del 43,5% per gli imballaggi in plastica.

Un passo avanti nella sfida alla sostenibilità di produzione e smaltimento. In questo contesto la ricerca sta facendo progressi importanti assieme alla consapevolezza che bisogna fare meglio e di più. A confermarlo in una nota è il vice presidente di Mineracqua Ettore Fortuna.

“La sostenibilità è un tema fondamentale e noi ci stiamo lavorando da anni. Abbiamo ridotto il peso delle bottiglie del 30-40%. Rispetto a 10 anni fa”, ricorda Fortuna, “il quantitativo di Pet che immettiamo sul mercato è rimasto invariato, a fronte di un aumento di quasi 3 miliardi di litri. Significa che la produzione è cresciuta usando gli stessi chilogrammi di plastica”. Ecco alcune soluzioni trovate, almeno secondo la “International Bottle Water Association – IBWA”, le bottiglie di acqua minerale sono diventate leggere, con un risparmio di plastica del 35%, mentre il tappo è calato da circa 3 grammi a 1 grammo. A questo calo di peso si aggiunge la crescita del recupero del Pet riciclato delle bottigliette.

Infine alcuni dati sul consumo di acqua minerale in Italia, su quante aziende e quanti posti di lavoro ruotano sulla produzione e vendita delle “bottigliette”.In Italia il settore conta circa 130 aziende per più di 250 marche e impiega oltre 40 mila persone tra addetti e indiretti. La produzione è passata dai 14.900 milioni di litri del 2017 ai 14.800 milioni di litri del 2018 (-0,7%), dopo un 2017 in forte crescita (+6,4%).

Il saldo commerciale con l’estero nel 2018 è stato di poco meno di 1 miliardo e mezzo di litri. Nel 2018 gli italiani secondo Mineracqua hanno consumato in media 221 litri a testa (un litro in meno rispetto al 2017), soprattutto le acque naturali (69%), seguite dalle frizzanti (17%) e dalle effervescenti naturali (14%). Il consumatore preferisce le bottiglie in plastica Pet per circa l’80%, e le acquista soprattutto nella grande distribuzione organizzata (69%) mentre i negozi al dettaglio vedono transitare il 10%.

C’è poi una quota del 2% tra boccioni e brick. Il 21% dei consumi passa invece attraverso il fuori casa: bar, ristoranti, catering e vending machine. Ad agevolare la vendita e il mercato italiano anche i costi bassi. Gli italiani, infatti, scelgono l’acqua minerale anche per convenienza: il prezzo medio al litro è di 0,22 euro (dati Nielsen 2017), uno dei più bassi al mondo. Negli Usa il prezzo medio è di 0,48 euro al litro, mentre la media dei Paesi Ue è di 0,30 euro al litro, con una punta di 0,72 euro nel Regno Unito.

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