giovedì, 2 Aprile, 2020
Società

Dare priorità al mondo contadino

Oggi, ci sembra opportuna una pausa sulle risse perpetue all’interno della maggioranza e sulla deriva del Pd verso sponde che attengono ad un possibile rapporto con l’M5S, per dare invece risalto all’appello di una scrittrice, Susanna Tamaro, che qualche giorno fa ha proposto di istituire un reddito di contadinanza.

E’ una proposta la sua, che muove da una constatazione già da tempo elaborata a livello europeo, ma applicata poco e male in Italia: il mestiere del contadino, dell’agricoltore in generale si svolge in condizioni sempre più critiche, condizionato com’è, se non schiacciato, dai meccanismi di un mercato che è globale e che è dominato dai colossi dell’agro-alimentare, dai cambiamenti climatici, dal costo dei macchinari e dei fertilizzanti, dai labirinti procedurali inventati dalle burocrazie.

Grava poi sul mondo contadino, che vive nella costellazione dei piccoli centri, l’impoverimento dei servizi alla persona (poste, sanità, istruzione) e l’invecchiamento degli addetti: il confinamento dei problemi del settore in nicchie nei programmi di informazione e di intrattenimento con il divagare invece di notiziari e produzioni che pongono in primo piano fasti e nefasti delle grandi aggregazioni urbane.

Conseguenza di questo stato di cose e che si scorgono i primi simili segni di una divisione e di un ripensamento specialmente fra le nuove generazioni l’abbandono delle campagne soprattutto nelle aree montane compromettendo gli equilibri geologici ed idrici garantiti per secoli proprio dal lavoro dei campi e dalla manutenzione dei boschi.

Il rischio che si profila è quindi grande e allo stesso si potrebbe porre rimedio accantonando programmi demagogici e clientelari e puntando invece al sostegno al reddito per chi intendesse volgere il suo lavoro ai campi, scansando il rischio, imminente, del collasso demografico di tanti paesi.

Proprio su questo terreno, come su quello dell’artigianato e sulla sopravvivenza di esercizi commerciali minori si misura il vuoto della scomparsa di quei partiti che per decenni furono protagonisti di una grande stagione di riscatto sociale ed economico del mondo delle campagne.

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