lunedì, 1 Giugno, 2020
Cultura

L’Università 2.0

Sponsor

L’era digitale ha profondamente cambiato il modo di concepire l’Università. Lo sviluppo tecnologico e, in particolare, quello delle telecomunicazioni, ha permesso di creare un modello universitario nuovo, più vicino alle esigenze dell’uomo moderno, ma distante dal concetto tradizionale di Università. Se in passato l’Università era vissuta come luogo di scambio culturale, sede di dibattiti intellettuali e momento d’incontro-scontro tra docenti e studenti, oggi è maggiormente sentito il bisogno di conseguire un titolo d’istruzione di livello superiore, per inserirsi più facilmente nel mondo del lavoro. 

Pur continuando a promuovere la ricerca e il progresso delle scienze, l’Università moderna deve offrire una formazione in linea con le richieste del mondo lavorativo.  

Per allineare le esigenze formative ai ritmi frenetici della vita, nel 2003 sono nate le cosiddette Università telematiche. Caratteristica principale di questo tipo di Università è la possibilità di seguire i corsi e le lezioni a distanza, direttamente dal PC o dal tablet, senza la necessità di recarsi in sede, eccetto che per il giorno d’esame, poiché la Legge italiana, fortunatamente, ammette solo esami sostenuti fisicamente in prima persona. 

Nonostante in passato l’Università telematica sia stata fortemente criticata, in quanto non reputata valida a confronto degli atenei tradizionali, oggi si registra un incremento annuo pari al 16,9% degli iscritti, con 11 Università telematiche riconosciute dal MIUR. 

L’Università a distanza si è rivelata, infatti, una buona alternativa all’Università tradizionale. L’estrema flessibilità d’orario permette di conciliare più facilmente studio e lavoro; si adatta, inoltre, anche a coloro che si approcciano agli studi in età più matura, per motivi personali o lavorativi. 

L’organizzazione di base dell’Università telematica segue la tripartizione imposta dalla riforma del 1999: primo ciclo, laurea di durata triennale; secondo ciclo, laurea magistrale di durata biennale (alcuni corsi prevedono una laurea magistrale a ciclo unico di durata quinquennale, come giurisprudenza, o di 6 anni, come medicina); terzo ciclo, dottorato di ricerca. Sono previsti poi corsi di specializzazione, master di primo livello e master di secondo livello. 

La novità sta proprio nella modalità di insegnamento che prevede lezioni registrate e messe a disposizione dello studente, tramite piattaforme  e.learning. I vantaggi offerti sono notevoli: la possibilità di ascoltare in ogni momento della giornata e in qualsiasi luogo le lezioni, anche più volte; la disponibilità dei materiali didattici online, senza necessità di acquisto di ulteriori libri di testo; appelli d’esame numerosi e frequenti. Insomma, la rigidità del calendario accademico, fatto di scadenze pressanti, sparisce per fare spazio ad un mondo digitale sempre disponibile e a portata di mano o, meglio, di click. 

Ma non è tutto oro quello che luccica. I rapporti con i docenti diventano indiretti, fatti di scambi di mail e pochi o nessun incontro di persona; i momenti di socializzazione tra studenti, la cosiddetta vita universitaria, sono ridotti al minimo; lo studente, inoltre, deve essere in grado di organizzare autonomamente lo studio e le date d’esame (a seconda delle esigenze, comunque, questo è un grande vantaggio). Non da ultimo i costi: le rette annuali variano dai €1400 ai €5000 fissi, cioè, non modulabili in base al reddito. Indubbiamente superiori ai costi di un’Università tradizionale statale, le rette sono comunque inferiori a quelle di un’Università privata, che può arrivare a costare anche €9000 l’anno, esclusi libri, trasporto e alloggio (per i fuori sede). 

In conclusione, poiché gli studenti di oggi si differenziano per età, per il livello d’istruzione e per i motivi per cui intraprendono un percorso universitario, l’Università telematica rappresenta una buona alternativa a quella tradizionale; alternativa, non sostituto. Nell’immediato futuro, infatti, l’una non è destinata a prevalere sull’altra, perché è lo studente che, in base ai propri bisogni, sceglie l’Università che più si presta a venire incontro alle proprie esigenze, personali, lavorative ed economiche. Quindi, è l’insieme di tutte le caratteristiche dello studente, che si appresta a fare una scelta, a determinare il successo dell’una o dell’altra tipologia di Università.

Articoli correlati

Scuotto: “Fincantieri non trova operai? Stereotipi abbondano”

Redazione

Anief: “Basta attaccare docenti per coprire mancanze stato”

Redazione

Accordo cooperative-sindacati contro discriminazioni genere

Redazione

Lascia un commento

Questo sito web utilizza i cookies per migliorare l'esperienza di navigazione. Se continui ad utilizzare il sito ne assumiamo che tu sia concorde. Accetta Maggiori Informazioni