giovedì, 24 Settembre, 2020
Attualità

Politic Covid. Mentre i dottori parlano gli ammalati muoiono

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Tutto, ora, gira intorno al virus. Nessun argomento ha più una sua autonomia. Gli scienziati del Corona, i Politici del Corona, gli Intellettuali del Corona, i Giornalisti del Corona. Tutti, sono culturalmente  infettati. I cittadini stanno lì a sentire le infinite dichiarazioni, che concludono sempre con il Virus sempre Virus fortissimamente Virus. La programmazione sul recovery fund, ammesso che qualcuno ci sappia lavorare, deve tener conto del virus, ma solo in parte, in piccolissima parte. Il virus deve essere considerato il mezzo e non il fine. I soldi, comunque, se arriveranno, sarà già troppo tardi perché mentre i dottori parlano l’ammalato muore. È ora e subito che servono interventi strutturali, e non tutti gli interventi hanno un costo.

Molte riforme sono a costo zero, anzi, porterebbero vantaggi economici (naturalmente non politici). Voi pensate che il referendum sul taglio del parlamentari si farà? L’arte della politica saprà come fare quando sono i suoi interessi ad essere toccati. Tranquilli, non ci faranno perdere tempo per andare a votare. Adesso è tempo di altre votazioni: quelle regionali. Che tragedia. È iniziato il progetto comunicazionale di ciascuno, e alcuni non ce l’hanno neppure un progetto di comunicazione, figuriamoci politico, naturalmente. E la magistratura va, per la sua strada. Come vanno le inchieste più o meno scandalistiche. Ognuno legge le notizie con la testa ancora infumata dal virus psicologico che ci ha aggredito. Ognuno ha una sua idea, un suo pensiero, una sua disperazione da capire: che succederà? Chi avrà più il lavoro. I giovani fanno i test per entrare all’università. Per fare cosa. E per chi non si sa. Le notti passano quasi tutte allo stesso modo tra un dormiveglia, uno spalancare degli occhi, una pipì che poi non è più di tanta. Il sonno è una pausa tra un pensiero e l’altro. Si cerca di fare i bilanci di una vita, si inizia ma poi un altro pensiero si aggroviglia nella testa. Cerchiamo di capire se chi sta accanto a noi nel letto, stia dormendo o meno. Non lo sappiamo e non ci azzardiamo a chiedergli nulla, però, di certo capiamo che anche il suo sonno è agitato.

Chissà se domattina, una volta in centro, ci converrà dire, incontrando qualche amico, che andremo in vacanza o se non andremo. Anche gli amici li sentiamo e li incontriamo mal volentieri perché non sappiamo da dove cominciare la conversazione. Inutile. Se iniziare dicendo che va tutto bene o che va così così. O se restare sul massimo della vaghezza, tanto non ci ascolta comunque e non vede l’ora di salutarci o di riattaccare il telefono. Ogni tanto uno sguardo alla rubrica del telefonino lo diamo pure. Però non ci viene voglia di chiamare nessuno. Semmai facciamo un messaggino e non aspettiamo neppure di vedere se si è fatto il secondo baffetto. Mi chiederete che cosa c’entri questo con l’attacco dell’articolo. Era proprio questo quello volevo dirvi, che la testa dei politici vaga come la nostra, tra un pensiero e un altro, tra un’insonnia e la scena di un sogno. Il risveglio del politico, per tornare a lui, è comunque quello: cosa affronto e dichiaro oggi? Perché il Virus è là, non solo nelle strade della città ma soprattutto nell’angolo recondito del luogo dove nasce il pensiero. Si stanno lasciando vivere tutto addosso i nostri politici, pur di non andare a casa. Il Corona li consuma. Non vanno oltre. Non ci vanno perché loro sono più infumati dei cittadini. Dobbiamo creare un vaccino, sì, un vaccino, ma non solo per il Coronavirus anche per il Coronamentis. 

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