giovedì, 24 Settembre, 2020
Economia

Il crollo del Pil. Confesercenti: situazione grave, nessun segno di rilancio dell’economia. Dalla PA ritardi inconcepibili

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Guai seri per l’economia, soprattutto per le piccole imprese e i piccoli esercizi commerciali. Finita tra le spine della crisi quello che una volta veniva definito, retoricamente “piccolo è bello”, in realtà in Italia sono loro, le micro imprese ad essere le più assediate dal fisco e burocrazia, da adempimenti e costi. Ora è arrivata la notizia che il calo del Pil è peggiore delle aspettative. Un crollo che pregiudica il raggiungimento del pur pesante -8% previsto dal DEF (documento economico e finanziario) per quest’anno, che a questo punto sarebbe un traguardo mantenere. Così l’Ufficio Economico Confesercenti commenta le stime Istat sul Pil del secondo trimestre.

“Evidentemente”, scrive la Confesercenti, “il mese di giugno, nonostante alcuni indicatori anticipatori rilevassero il contrario, non è riuscito a riequilibrare la spinta negativa di aprile e maggio e la variazione acquisita finora nei primi sei mesi è del -14,3%. Sicuramente ci sarà un rimbalzo da qui a dicembre ma, visti i numeri, non bisogna dare niente per scontato. I consumi delle famiglie subiranno anch’essi una flessione che potrebbe sfiorare le due cifre, mettendo in ulteriore difficoltà commercio, turismo e mercato interno in generale”. Anche i dati sull’inflazione confermano la frenata dei prezzi, con una variazione negativa per il terzo mese consecutivo, come conseguenza, principalmente, di cambiamenti dal lato dell’offerta ma in parte anche della caduta della domanda.

“Inoltre”, segnala la Confesercenti, “il rimbalzo positivo delle vendite a giugno (+12,1% in valore) non è sufficiente al recupero del commercio: il bilancio dei primi sei mesi dell’anno segna ancora una flessione del -8,8%, che arriva a -14,9% per il commercio tradizionale, mentre il commercio elettronico vede un forte aumento tendenziale (+32,5%)”.

“L’economia italiana”, fa presente la Confesercenti, “deve liberarsi, con urgenza, dell’immagine di ultima della classe che l’ha accompagnata in questi ultimi 20 anni. Questo anche dal lato dell’efficienza delle decisioni e della loro attuazione”. C’è di più a creare confusione anche i pasticci burocratici – al solito – nell’applicazione di norme che vengono annunciate con enfasi perdendosi poi nelle spire della burocrazia.

“Senza sembrare polemici”, sottolinea la Confesercenti, “: se non si riesce a mettere in condizione, dopo 5 mesi, il singolo cittadino di poter acquistare una banale bicicletta – non essendo ancora pronta l’app specifica e con le annesse complicazioni per l’accesso al bonus – lo scetticismo sulle capacità non solo della nostra PA, ma dell’intero Sistema Italia, a definire obiettivi e strategie di rilancio epocale dell’economia è profondamente giustificato. Le politiche debbono fare un grande sforzo di trasparenza, velocità, efficacia”.

Per la Ci federazione “Conta la capacità di creare le condizioni per una fase di sviluppo della nostra economia, anche alla luce dell’ulteriore aumento del debito pubblico, la cui sostenibilità non può essere garantita se non all’interno di un quadro economico caratterizzato da una parte da tassi d’interesse bassi ma dall’altra da una crescita molto più sostenuta rispetto a quella che ha caratterizzato la nostra economia negli ultimi venti anni. E’ questo l’unico modo”, conclude la Confesercenti, “per evitare manovre di rientro future che renderebbero inutili gli sforzi odierni”.

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