Volodymyr Zelensky è arrivato nel Regno Unito per incontrare il nuovo primo ministro Andy Burnham, diventando il primo leader straniero ricevuto dopo il suo insediamento. Il vertice si è svolto in una base navale britannica, dove i due leader hanno incontrato parte degli oltre 200 militari ucraini impegnati in attività di addestramento.
Londra ha ribadito il proprio sostegno “incrollabile” a Kiev e ha annunciato la cessione all’Ucraina della proprietà intellettuale di “Stone Cloak”, un nuovo sistema britannico di guerra elettronica progettato per disturbare le difese aeree russe. Il progetto si inserisce nella crescente cooperazione industriale tra i due Paesi nel settore dei droni e delle tecnologie militari. Zelensky ha parlato dell’apertura di una “nuova pagina” nei rapporti bilaterali. “Siamo pronti a condividere tutta la nostra esperienza e spero che il Regno Unito farà lo stesso”, ha dichiarato a Sky News, chiedendo “un’intesa sui droni molto solida”.
Ad accoglierlo all’arrivo c’era anche Valery Zaluzhny, ex comandante delle Forze armate ucraine e attuale ambasciatore a Londra, rimosso da Zelensky nel 2024 e indicato come un possibile rivale alle future elezioni presidenziali.
Raid sui porti e attacchi incrociati
Sul terreno proseguono intanto i bombardamenti. Il ministero della Difesa russo ha annunciato di avere colpito porti ucraini sul Mar Nero utilizzati, secondo Mosca, per il rifornimento delle forze di Kiev. Nel porto di Mykolaiv, droni russi avrebbero centrato due navi portarinfuse mentre scaricavano materiale militare. Le affermazioni russe non sono state verificate in modo indipendente.
Un attacco russo con bombe guidate nella regione di Sumy ha provocato almeno cinque feriti e danneggiato abitazioni, infrastrutture e veicoli. Kiev ha invece colpito Rostov sul Don, nella Russia meridionale: secondo le autorità locali, due persone sono morte e cinque sono rimaste ferite, tra cui un adolescente. A Belgorod almeno dodici persone, comprese due bambine, sono rimaste ferite in un attacco con droni che ha incendiato appartamenti e oltre quindici automobili. Zelensky ha denunciato che nell’ultima settimana la Russia ha impiegato quasi 1.700 droni, oltre 1.630 bombe aeree guidate e 95 missili, più della metà balistici. “Ogni missile intercettore sta letteralmente contribuendo a salvare vite umane”, ha affermato, chiedendo consegne più rapide dei sistemi di difesa.
La nave iraniana nel Caspio
L’attacco ucraino contro una nave iraniana nel Mar Caspio ha aperto un nuovo terreno di scontro. Kiev sostiene di avere colpito imbarcazioni impiegate per trasportare materiale bellico tra Russia e Iran, oltre a una nave da guerra. Teheran afferma invece che si trattava di un mercantile: l’esplosione avrebbe ucciso un marinaio e ne avrebbe ferito almeno un altro. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha accusato l’Ucraina di avere agito su richiesta di Israele per “trascinare l’Europa nella sua guerra” e ha avvertito che l’attacco “non può restare senza risposta”.
Durante colloqui con l’Alta rappresentante dell’Ue Kaja Kallas e con il ministro russo Serghei Lavrov, ha chiesto una condanna da parte dell’Onu, dell’Unione europea e della comunità internazionale. Il Cremlino ha definito l’episodio un tentativo di estendere geograficamente il conflitto e uno sviluppo “estremamente pericoloso”.
Putin rivendica la vittoria
Vladimir Putin ha ribadito di non avere dubbi sull’esito della guerra. “L’operazione militare speciale finirà con la nostra vittoria. Non ne dubito nemmeno per un istante”, ha affermato a San Pietroburgo. Zelensky sostiene invece che Mosca si prepari ad ampliare la mobilitazione: secondo l’intelligence ucraina, nel 2026 la Russia avrebbe arruolato 221 mila persone e subito circa 225.500 perdite tra morti e feriti. Dati che non possono essere verificati in modo indipendente.





