L’identità supera l’economia nelle priorità di una parte crescente dell’elettorato italiano e diventa un fattore decisivo nelle scelte di voto. È quanto emerge da un’indagine realizzata da SWG, secondo cui il 47% degli elettori attribuisce maggiore importanza al riconoscimento e alla tutela della propria identità rispetto alle proposte economiche, indicate come prioritarie dal 39% degli intervistati. Il sondaggio, ispirato ai temi affrontati nel libro “La stagione dell’identità – Dalla Brexit a Trump, perché orgoglio e valori contano più di salari e welfare” di Domenico Petrolo, fotografa una trasformazione che interessa da anni le democrazie occidentali e che incide in modo crescente sulla competizione politica.
Secondo la ricerca, alla base di questa evoluzione vi è una diffusa richiesta di riconoscimento. Il 39% dei cittadini dichiara infatti di non sentirsi adeguatamente valorizzato e rispettato, una percezione che spinge una parte dell’elettorato a premiare le forze politiche capaci di interpretare esigenze di dignità, appartenenza e rappresentanza. In questo scenario, il consenso non si costruisce soltanto attraverso programmi economici, ma anche sulla capacità di offrire risposte a una domanda di riconoscimento personale e collettivo.
L’indagine evidenzia anche un’ampia area di disaffezione politica. Il 30% degli intervistati afferma infatti di non sentirsi compreso o valorizzato da alcun partito, segnale di una distanza che attraversa l’intero quadro politico. Le preoccupazioni identitarie, inoltre, cambiano sensibilmente in base all’orientamento degli elettori. Tra chi si riconosce nella sinistra prevale il timore di una rinascita del fascismo, mentre nell’elettorato di destra le principali minacce percepite sono rappresentate dalla cultura woke e dall’islam.
Ruolo centrale
Per SWG questi risultati descrivono un tema destinato ad assumere un ruolo sempre più centrale nel confronto politico. La capacità dei partiti di interpretare le richieste di riconoscimento, identità e appartenenza viene indicata come uno degli elementi chiave per la costruzione del consenso nei prossimi anni, in un contesto nel quale le motivazioni culturali e valoriali sembrano acquisire un peso crescente rispetto alle tradizionali questioni economiche.





