martedì, 11 Agosto, 2020
Economia

Imprese alla prova d’autunno. Orsini (Confindustria): ripresa incerta, servono incentivi, taglio dell’Irap, rinegoziare i debiti e allungare le scadenze

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“Non si potrà parlare di ripresa finché ci sarà incertezza sulla situazione sanitaria dei nostri partner principali e l’incognita del virus in autunno”. Cauto, in attesa degli eventi dai quali discenderà un autunno che è ancora da definire per intensità di problemi. È lo stile riflessivo di Emanuele Orsini, Vice Presidente di Confindustria, per il Fisco, il Credito e la Finanza, che osserva come i patti con Bruxelles siano utili per far ripartire l’Italia ma, avverte, solo i fondi non bastano.

“L’accordo raggiunto dal Consiglio europeo è fondamentale per far ripartire il Paese”, dice Orsini, “si tratta di un momento di svolta da gestire con lungimiranza e determinazione”.

Per il vice Presidente di Confindustria delegato per il Fisco, il Credito e la Finanza, i tempi sono così incerti che fare stime è quasi impossibile, mentre alcune cose sono possibili, come ponderare progetti e iniziative.

“Serve predisporre al più presto piani d’impiego delle risorse seri e credibili, per rilanciare l’economia, l’impresa e il lavoro”, prosegue Emanuele Orsini, “Occorre stimare ex ante obiettivi, tempi e risorse, puntando alla crescita degli investimenti ed evitando di aumentare la spesa pubblica corrente”. Positivi i giudizi su misure eco e sisma bonus, previste dal governo, ma anche in questo caso è necessario capire davvero quali sono poi gli impieghi pratici, oltre gli annunci, tanto che Orsini sul tanto declamato Bonus 110% annunciato dal governo per le ristrutturazioni di edifici, vuole capire cosa ne verrà fuori, e osserva: “ora attendiamo il provvedimento attuativo”. Il nodo quindi rimane come far ripartire l’Italia, quali proposte, quali scelte fare e con quali risorse e tempi. “Non si potrà parlare di ripresa finché ci sarà incertezza sulla situazione sanitaria dei nostri partner principali e l’incognita del virus in autunno”, sottolinea Emanuele Orsini, la cui preoccupazione è su come farà l’export a fronteggiare una situazione di difficoltà mai verificata prima, servirà, ad esempio, riavviare le grandi fiere del Made in Italy appena possibile. Poi ci sono i soliti problemi delle imprese che lottano contro burocrazie, inefficienze della pubblica amministrazione, ma anche contro i mali endemici del fare impresa, tra questi una bassa patrimonializzazione delle imprese. “Da marzo a oggi ci sono richieste al fondo centrale di garanzia per 72 miliardi”, sottolinea con preoccupazione il vice Presidente di Confindustria, il Credito e la Finanza, “che da alcuni calcoli in aggiunta ai 72 militari. Sommati al milione e 200 mila richieste di moratoria per 194 miliardi, fanno un totale di 266 miliardi. Le aziende avranno forte bisogno di liquidità”. Quindi si aprirà per la prossima primavera un problema di sostegno finanziario, di investimenti che non sono affatto semplici da superare, anzi per molte imprese e per l’assetto generale del Paese si tratta di problemi enormi.

Le misure contenute nel decreto rilancio prevedono già il credito d’imposta per chi rafforza il capitale, tuttavia per Orsini “si tratta di misure complesse che hanno una durata eccessivamente breve poiché scadono il 31 dicembre 2020”. Se le imprese hanno davanti emergenze nuove e così inedite per Orsini c’è altrettanta necessità di intervenire in modo nuovo, aprendo un confronto con il Governo su basi più coraggiose ad esempio, con la proposta di azzerare la tassazione per rivalutare gli asset aziendali, consentendo anche la rivalutazione di un singolo cespite, come ad esempio un capannone. Così come la necessità rinegoziare i debiti contratti, di allungarne le scadenze e, in quest’ottica, di potenziare il sistema delle garanzie. È ancora, per il vice presidente di Confindustria rimane la necessità di abolire l’Irap.

Nel contempo Emanuele Orsini si schiera con il Governo se ci sarà una riforma complessiva e coraggiosa del fisco. Progetti, proposte e sollecitazioni che hanno il rebus della ripresa autunnale sospesa tra nuovi contagi, una situazione internazionale dove le super potenze sono in difficoltà, e il rischio di un Italia sempre più in bilico.

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