mercoledì, 23 Giugno, 2021
Attualità

Estate con il Covid. Famiglie incerte, vacanze mordi e fuggi. Confcommercio: più presenze nei luoghi di relax, gli italiani disertano le città d’arte

Confcommercio trae le prime somme del turismo nelle estate Covid, e i dati non entusiasmano, non c’è da sperare nemmeno in un cambio di scena positivo per le prossime settimane. A dirlo sono i dati dell’Osservatorio Confturismo Confcommercio e SWG sull’indice di fiducia del viaggiatore relativo al mese di giugno, così emerge che quasi 4 intervistati su 10 pensano di fare una vacanza breve, di 2 o 3 giorni, non lontano da casa, e diventano 1 su 2 se si contano anche quelli che ipotizzano vacanze di almeno una settimana ma sempre senza spostarsi molto dalla residenza abituale. Il concetto di fondo è che gli italiani non rinunceranno alle vacanze, ma non si allontaneranno nemmeno troppo da casa e si concederanno pochi giorni di relax, tra mare, relax e itinerari green.

Secondo Confturismo Confcommercio e SWG mete privilegiate sono Puglia, Toscana e Sicilia con un mix di mare, enogastronomia, benessere e itinerari green. “Perdura pesantemente la crisi delle città e luoghi d’arte”, sottolinea Confturismo, “al quarto posto fra le preferenze degli intervistati, menzionate dal 15% contro il 22% dello scorso anno. Per il 7% che invece opterà per mete estere, la scelta non può che restringersi al panorama europeo dove a Grecia, Francia e Spagna, già in auge lo scorso anno, si aggiunge come new entry l’Austria che sostituisce l’Inghilterra, normalmente presente fra le destinazioni top dell’era pre-Covid”.

L’elemento rilevante resta però la “qualità” della vacanza programmata: “quasi 4 intervistati su 10 pensano di fare una vacanza breve, di 2 o 3 giorni”, rivela il sondaggio, “non lontano da casa, e diventano 1 su 2 se si contano anche quelli che ipotizzano vacanze di almeno una settimana ma sempre senza spostarsi molto dalla residenza abituale”.

Andando nel dettaglio, la Confcommercio spiega che dalla rilevazione, aumentano di 3 punti – dal 35% al 38% in un mese – gli intervistati che dichiarano di volersi concedere una vacanza nei prossimi mesi, ma restano in molti – il 39% – a dire che comunque aspetteranno a spostarsi da casa. A questi ultimi si somma poi un ulteriore 19% di indecisi che vorrebbero partire ma temono di non avere disponibilità economiche o di ferie sufficienti.

In altri versi si conferma un panorama di grande incertezza, quindi, confermato dal fatto che solo meno in un quarto degli intervistati che intende partire dichiara di avere già prenotato la vacanza da fare entro settembre, una percentuale incredibilmente bassa in questo periodo dell’anno.

“Finito il lockdown la crisi continua, mi auguro che il turismo”, sostiene Luca Patanè, presidente di Confturismo-Confcommercio, “venga messo con urgenza al centro dei nuovi provvedimenti che Governo e Parlamento si apprestano a varare. È necessaria una cabina di regia sul turismo per programmare la ripartenza”.

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