martedì, 24 Novembre, 2020
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Alla scuola non servono solo linee guida anticovid ma anche per nuovi programmi, modelli e metodi didattici

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La Scuola si sta riducendo solo ad un luogo fisico dove poter mandare i nostri giovani in sicurezza sanitaria; se si ridisegnano nuovi spazi è indispensabile che si ridisegnino anche nuovi “spazi scientifici dell’insegnamento” e che sia riadattato, migliorando il migliorabile, lo spazio dei saperi. Non sarà lo spazio fisico a consentire la ripresa della Scuola ma soprattutto lo spazio culturale che saremo in grado di ridisegnare. 

Vogliamo solo ricordare che sono caduti più Governi sulla Scuola che sull’Economia. Si sta tornando anche alla storica diatriba Scuola pubblica/Scuola privata, che ha lasciato ferite inguaribili anche nel rapporto Stato-Scuole gestite da religiosi. Riprendiamo anche questo discorso se vogliamo ma dobbiamo essere consapevoli del fatto che su questo tema il Governo Conte può fare la fine degli altri: archiviato.

Torniamo al riassetto culturale che la scuola dovrà avere da settembre in poi. In piazza si sono visti genitori, docenti e presidi. Ci piacerebbe che il Ministro dell’Istruzione affrontasse anche il problema dei programmi, dei metodi e dei modelli didattici post e intra Covid-19. 

Sono stati fatti tanti tavoli tecnici ed anche Stati Generali ma di scuola in termini di cultura, non abbiamo ancora sentito parlare. Solo progetti sul distanziamento fisico. Ma attenzione, che a quello fisico potrebbe seguire quello sociale culturale e relazionale. Distanziamo i giovani fisicamente ma facciamo in modo che la cultura condivisa possa riunirli più saldamente di prima. Ci appelliamo anche ad un professore come Vittorio Sgarbi che non abbiamo ancora sentito (forse per distrazione nostra) su questo tema. Vorremmo che qualche parola la spendesse. La diffusione della cultura unificante è stata e sarà ancora la sua vita. 

Anche l’associazione nazionale presidi dovrebbe prendere posizione sul nuovo modello/programma/metodo didattico a tutti i livelli d’istruzione.

Non solo barriere di plexiglass, mascherine, visiere, metri alla mano ma nuovi sentieri del sapere, per far diventare l’Italia un riferimento di disseminazione culturale, anche se per prima ha chiuso le Scuole e per ultima le riaprirà.

Ci aspettiamo anche che un vecchio professore come Roberto Vecchioni scriva un pezzo per la riapertura della Scuola e del ritorno dei ragazzi tra i banchi, che sono stati uno dei principali motivi ispiratori delle sue splendide canzoni. 

Anche tutte le altre arti dovranno partecipare a riscrivere i nuovi progetti didattici; il Presidente di Assoartisti ci ha detto che darà piena disponibilità, convinto com’è che il percorso della formazione dei giovani possa, anzi deve, senza dubbio passare attraverso le Arti e la sua comprensione.

La didattica non potrà essere più la stessa di quella antecovid; la didattica dovrà essere riscritta e rimodellata ai nuovi luoghi dell’apprendimento. Ci auguriamo che il Ministro e il Premier Conte aderiscano a questo appello del quotidiano “La Discussione” per dimostrare di avere veramente a cuore i giovani, tanto amati dal nostro fondatore Alcide De Gasperi.

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