sabato, 11 Luglio, 2020
Economia

Confartigianato: crisi di imprese e lavoro. Da aprile 6.500 occupati in meno al giorno. Inattività in forte crescita. Subito misure a sostegno delle Pmi

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Tempi difficili per le piccole e medie imprese e, soprattutto per i lavoratori che rischiano di rimanere senza occupazione. Il 2020 proseguirà tra incertezze, crisi economica e timori di una ripresa autunnale dei contagi e quindi di nuove repentine chiusure. Ma i danni già sono oggi chiari, e condizionano il futuro che rimane denso di dubbi e di previsioni negative. Non ne fa mistero la Confartigianato che scandaglia i dati Istat da cui emergono scenari dove sfiducia e disimpegno appaiono dominare la scena. L’analisi degli ultimi dati mensili dell’Istat, infatti, evidenziano ad aprile 2020 una marcata diminuzione dell’occupazione rispetto a marzo, ed inoltre si rafforza il calo delle persone non occupate in cerca di lavoro già registrato a marzo, con una ulteriore forte crescita dell’inattività. Ad aprile la diminuzione dell’occupazione è dell’1,2% ed è generalizzata: coinvolge donne (-1,5%), uomini (-1,0%), dipendenti (-1,1%) pari a -205mila), indipendenti (-1,3%).

Gli effetti dei due mesi di lockdown sono pesanti, come esaminato nel 5° report Covid-19 ‘Il difficile transito nella ‘fase 2’ pubblicato dall’Ufficio Studi di Confartigianato.

“Tra febbraio e aprile gli occupati, al netto della stagionalità, scendono di 398 mila unità, un ritmo di 6.523 occupati in meno al giorno, e pari ad un calo cumulato nel bimestre dell’1,7%”, evidenzia la Confederazione degli artigiani, “Mentre tiene il lavoro dipendente permanente (-29 mila unità, pari al -0,2%) grazie ad ammortizzatori sociali e divieto di licenziamento, nei due mesi in esame il lavoro dipendente a termine perde 272 mila occupati, il 9,3% in meno”. Pesanti effetti, tuttavia, i dati sul lavoro indipendente che perde quasi centomila occupati (-97 mila, pari al -1,8%), dinamica sui cui influisce anche la forte riduzione delle nuove imprese.

“Nel bimestre in esame il tasso di occupazione scende di 1 punto, una intensità doppia rispetto i due precedenti peggiori cali: -0,4 punti tra luglio e settembre 2009 e -0,5 punti tra novembre 2012 e gennaio 2013”, calcola la Confartigianato.

Sul fronte del lavoro, nelle scorse settimane la Confederazione ha sollecitato scelte incisive e rapide per arginare le conseguenze della crisi sulle imprese, ponendo in evidenza la necessità della massima semplificazione di ogni nuova misura in materia di lavoro e l’eliminazione dei vincoli e delle limitazioni agli strumenti di buona flessibilità.

“Le previsioni su tutto il 2020 evidenziano una prospettiva di forte crisi del mercato del lavoro”, sottolinea la Confartigianato, che mette in luce come anche il prossimo anno pur confidando in una ripresa la situazione rimarrà instabile sul piano occupazionale. “Secondo lo scenario tendenziale contenuto nel DEF 2020, per quest’anno l’occupazione, valutata in unità standard di lavoro, cade del 6,5%, con un recupero solo parziale (+3,4%) nel 2021”, si stima nel rapporto, “Più severe le previsioni di primavera della Commissione europea pubblicate lo scorso 6 maggio che, per quest’anno, segnano una flessione dell’occupazione del 7,5%, con un recupero del 5,5% per il 2021. Sempre secondo il DEF 2020 gli occupati, valutati secondo la Rilevazione continua forza lavoro, scenderebbero quest’anno del 2,1%, per poi risalire dell’1% nel 2021”.

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