domenica, 24 Ottobre, 2021
Politica

La politica dei due forni non finisce mai di sorprendere 

Si dice che:

– l’appetito vien mangiando,

– il potere logora chi non ce l’ha,

– le bugie hanno le gambe corte,

– la politica deve essere una vocazione, non un lavoro od una professione.

Quanti bei motti, proverbi o definizioni, ma la realtà vera qual è?

– che nel Movimento 5Stelle sono entrati a farvi parte personaggi con dei principi iniziali, man mano modificati, manipolati ed adeguati alle circostanze di tempo, di luogo e di poltrone occupate.

Un movimento che ha arruolato una massa di aspiranti attivisti e portavoce desiderosi di mettersi al servizio della collettività e poi, lentamente, hanno perso di vista i principi dello Statuto e, per non fare brutta figura, hanno chiesto, spesso, ai poveri sostenitori della piattaforma Rousseau, di approvarne le modifiche statutarie, per necessità sopravvenute.

NO ai condannati, no alla casta, no alla politica per professione, no ad oltre due mandati, no al cambio di casacca, NO A Coalizioni.

SI a tagli degli stipendi, si al taglio del numero dei parlamentari, si alla espulsione per giusta causa, si alla decadenza per avvisi di reato.

Con questi elenchi di SI e di NO sbandierati nelle varie piazze, nel bel giorno del 04 marzo 2018, il Movimento 5Stelle è riuscito a conquistare, nelle urne alle elezioni politiche il 32,5 % di consensi. Ma, per poter formare il governo, ha dovuto disattendere un punto PORTA BANDIERA della campagna elettorale e ripudiare il NO A COALIZIONI.

E nel giro di due anni, ne ha fatto ben due di coalizioni, sia con la destra di Salvini, col tacito consenso, con qualche piccola frizione di facciata da parte dei due soci, Forza Italia e Fratelli d’Italia, sia con la sinistra, ampia ed eterogenea del PD, LEU ed Italia Viva.

Insomma il Movimento 5Stelle, in meno di 24 mesi ha stipulato “contratti atipici” ed assunto obbligazioni di ogni tipo, senza soluzione di continuità, coi due gruppi di partiti di destra e di sinistra verso cui e contro i quali non si sono risparmiati invettive ed improperi delle peggiori specie.

In politica le ferite guariscono presto, gli accordi o “contratti” che dir di voglia, si stipulano con una semplice stretta di mano. A volte, per stravolgere tutto, basta una notte – non a caso si dice che “la notte è consigliera” -.

Ora il Movimento ha quasi dimezzato i consensi, ha perso numerosi parlamentari e fatica,  col fiatone, per  tenere in piedi la governabilità con un CONTE, presidente del Consiglio, che suda sette camice per non fare andare la nave alla deriva, spiegando loro i principi della buona  politica, delle norme giuridiche e, principalmente, per essere fedeli al giuramento prestato  e, quanto meno attenere alle regole del “buon padre di famiglia”.

La pazienza ha sempre un limite e la misura è colma, logorate e messe a dura prova anche dall’arrivo improvviso dell’ospite indesiderato, il CORONAVIRUS.

Gli elettori gabbati, ignorando il libero mandato elettorale, sono IDROFOBI e non resta loro che attendere le prossime urne.

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