venerdì, 7 Ottobre, 2022
Economia

Tributaristi INT: Prorogare al 30 settembre i versamenti collegati alla dichiarazione dei redditi e per gli acconti ricalcolo del totale a Novembre. Il Presidente Alemanno: indispensabile la proroga che deve essere tempestiva.

Il Presidente dell’ Istituto Nazionale Tributaristi (INT), anche in qualità di Presidente dell’Osservatorio sulla fiscalità di Confassociazioni, ha scritto al Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, ai Vice Ministri dell’Economia e delle Finanze Laura Castelli e Antonio Misiani, ai Sottosegretari di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze Pier Paolo Baretta, Maria Cecilia Guerra, Alessio Mattia Villarosa, per richiedere il rinvio al 30 settembre dei versamenti collegati all’autoliquidazione di imposte e contributi in sede di dichiarazione dei redditi. Si legge nella nota di Alemanno: “ omissis… la presente per richiedere in occasione dell’ autoliquidazione delle imposte e dei contributi collegati alle dichiarazioni fiscali 2020 redditi 2019 il rinvio al 30 di settembre,  sia a seguito dell’emergenza economica in atto e sia delle problematiche tecniche legate alla rimodulazione degli ISA.”

Ma il Presidente dell’INT e dell’Osservatorio discalità di Confassociazioni ha richiesto anche uno slittamento maggiore per gli acconti di giugno, ovviamente al netto di quelli IRAP annullati con il Decreto Rilancio: “ omissis…. si ritiene necessario il rinvio al mese novembre del totale dei restanti acconti relativi alle imposte dirette ed ai contributi il cui ricalcolo, inevitabile data la situazione economica, avrebbe una base più ampia e realistica rispetto a quanto ipotizzabile a giugno.”

Con la missiva inoltre si chiede la tempestività della proroga: “Se già in condizioni di ‘normalità’ si è  dovuto ricorrere alla proroga delle scadenze da autoliquidazione, quest’anno ciò diventa un atto indispensabile nei confronti di imprese e professionisti. Ora l’importante è la tempestività della proroga, che evidentemente non potrà passare per la discussione parlamentare dei decreti in corso di conversione in legge, tanto meno dal c.d. Decreto Rilancio appena approdato alle Commissioni parlamentari della Camera dei Deputati, ma unicamente attraverso un apposito provvedimento normativo, poiché come non mai la proroga deve essere tempestiva e non a ridosso della scadenza ordinaria.”

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