sabato, 11 Luglio, 2020
Politica

Sfiducia della Lega a Gualtieri: la doppia mossa di Salvini contro Conte e Berlusconi

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La Lega ha depositato una mozione di sfiducia individuale contro il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri con primo firmatario il segretario Matteo Salvini. La mozione sottoscritta dai parlamentari della Lega chiede le dimissioni del ministro, accusato di essersi sottratto al confronto parlamentare sul Mes e averlo approvato in sede europea senza il voto delle Camere.

Una mossa che sembra segnare il tentativo da parte del Carroccio di approntare una nuova azione politica, complici forse i sondaggi che vedono il partito in netto calo rispetto alla fase pre-emergenziale. Ormai da circa due mesi infatti le cronache hanno mandato completamente in soffitta i temi cari alla Lega, in primis l’immigrazione e la sicurezza, obbligando tutte le forze politiche a fare i conti con un’emergenza sanitaria imprevedibile ed imprevista. E l’azione politica è stata di fatto demandata ad un’unica cabina di regia nelle mani del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che, con l’ausilio del Comitato tecnico scientifico, ha di fatto gestito l’intera fase emergenziale a suon di decreti e con il Parlamento convocato esclusivamente per essere informato delle decisioni.

Tutto questo ha contribuito a mandare in corto circuito la politica, sospesa a metà fra esigenze di salute pubblica e la necessità di cavalcare le proteste dei settori economici e produttivi, messi in ginocchio dalle chiusure e dal blocco delle attività. E anche la posizione della Lega è sembrata spesso oscillare da un estremo all’altro, dal chiudiamo tutto al riapriamo il Paese, dando l’impressione di correre dietro agli umori del Paese, prima spaventato per il dilagare della pandemia e quindi favorevole alle serrate decise dal governo, poi preoccupato per le conseguenze economiche delle chiusure.

Nel frattempo si è aperta la partita europea con il braccio di ferro sul Mes che ha visto un confronto serrato all’Eurogruppo fra i ministri delle Finanze, con l’Italia che dopo essersi espressa contro l’attivazione del Fondo Salva-Stati per far fronte alla crisi economica causata dal coronavirus, ha finito con l’accettare fra le misure in campo un “Mes senza condizionalità”. Per la Lega si è trattato di un tradimento, in quanto non esisterebbero le condizioni perché il Mes possa essere attivato senza condizioni, con il rischio di condannare l’Italia a futuri nuovi tagli e sacrifici.

Da qui quindi la decisione di sfiduciare il ministro Gualtieri, sfiducia individuale che difficilmente troverà i voti in Parlamento per essere approvata e che di fatto rischia di aprire anche un contenzioso nel centrodestra dove Forza Italia si è espressa a favore della possibilità di utilizzo del Mes.

“Il 20 marzo 2020 – si legge nella mozione di sfiducia – il Ministro Gualtieri veniva invitato a riferire la posizione del Governo sul negoziato europeo sul Mes. Il Ministro si sottraeva a questo invito, limitandosi ad esprimere in sedi informali la sua personale posizione, che a margine dell’ultimo Eurogruppo veniva cosi’ riassunta nell’impegno di: ‘mettere sul tavolo i coronabond e di esser giunti ad un accordo per un MES senza condizionalita”.

“Oltre a non riflettere il mandato esplicitamente espresso in numerose occasioni da esponenti di maggioranza e di opposizioni a non includere il MES tra gli strumenti idonei alla gestione della crisi, questa posizione – prosegue la mozione – è smentita dall’esito dell’Eurogruppo. Il comunicato del 9 aprile 2020 specifica infatti che i Ministri partecipanti all’Eurogruppo propongono l’utilizzo delle esistenti linee di credito a condizionalità rafforzata (ECCL), per prestiti condizionati alla copertura delle sole spese sanitarie dirette o indirette, a concorrenza del 2% del Pil dello Stato che ne fa richiesta, e fatto impregiudicato il quadro normativo esistente una volta terminata l’emergenza. Gli altri strumenti avallati in quella sede dal Ministro Gualtieri, quali il ricorso alla Banca Europea degli Investimenti (BEI), e il SURE (Support to mitigate the Unemployment Risk in an Emergency), presentano anch’essi criticità evidenziate da numerosi esponenti politici di maggioranza e opposizione, e anch’essi non sono stati sottoposti a un doveroso scrutinio parlamentare”. Da qui quindi la richiesta di sfiducia.

Forza Italia si è espressa contro l’iniziativa della Lega che Silvio Berlusconi ha giudicato «politicamente inappropriata», ricordando che gli azzurri si sono sempre detti contrari a mozioni di sfiducia individuali, nei confronti dei singoli ministri. Ma così come il Carroccio ha sentito il bisogno di tornare in campo con una manovra in perfetto stile “anti-europeista”, Forza Italia non sembra intenzionata a disperdere il patrimonio di credibilità acquisito nelle ultime settimane con quella che il premier Conte ha definito “opposizione responsabile e costruttiva”. E non a caso da giorni Berlusconi è tornato ad attaccare ripetutamente i sovranisti, ricordando come la mancata solidarietà europea sia proprio da attribuire all’accentuarsi delle spinte nazionaliste all’interno dei vari Stati.

C’è chi dice che la mossa di Salvini sia stata messa in campo sia per riguadagnare visibilità e terreno nell’azione politica, ma anche per smascherare quello che in casa leghista considerano il “doppio gioco” degli azzurri. Non è passata inosservata l’intervista al premier Conte da parte de “Il Giornale” e ancora meno gli apprezzamenti da questo manifestati nei confronti di Forza Italia definita “opposizione responsabile” in alternativa a quella di Lega e Fratelli d’Italia. E non hanno convinto troppo le dichiarazioni di lealtà al centrodestra di Berlusconi e la smentita di qualsiasi possibile appoggio al governo qualora dovesse perdere pezzi nel campo grillino. Così come non convince nessuno la rassicurazione dei dirigenti azzurri che hanno escluso la possibilità di dare vita a governi di unità nazionale senza il consenso di tutto il centrodestra. Salvini insomma punterebbe a prendere i classici “due piccioni con una sola fava”. (Lo_Speciale)

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