mercoledì, 23 Ottobre 2019
Lavoro

“Strage Verde”

Nessun incidente mortale per gli under 20, contro gli otto casi registrati tra gennaio e maggio 2018. Le buone notizie sul fronte incidenti e morti sul lavoro si fermano qui. Per il resto persone ferite o decedute sui luoghi di lavoro sono in costante aumento. In particolare nel settore agricoltura dove i morti per incidenti dovuti a ribaltamenti di mezzi meccanici o altri tipi di sinistri, supera quelli accaduti lungo la rete autostradale. Ci sono poi i distinguo sui numeri degli incidenti rilevati.

L’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli incidenti sul lavoro (INAIL) ha un suo conteggio – in base anche agli iscritti e contratti di lavoro regolari – mentre l’Osservatorio di Bologna, nel suo conteggio inserisce anche chi ha un lavoro casuale senza contratto ed è vittima di infortunio.

Secondo il Report dell’Osservatorio i morti sul lavoro dei primi sei mesi del 2019, sono stati 69. Con punte di incidenti che segnano alcune giornate particolarmente sciagurate. Come il 29 giugno scorso dove ci sono stati 4 morti, di questi due avevano poco più di vent’anni. Vincenzo Ferrigno aveva 27 anni ed è morto fulminato a Palermo mentre faceva di notte le pulizie in una polleria.

In provincia di Rovigo è morto a soli 23 anni Nicolas Lazzarin, distribuiva all’alba i giornali con il furgone. Un agricoltore (ma ne muoiono più di uno al giorno) è stato ucciso dal trattore nella provincia di Potenza un altro agricoltore è morto investito da una mietitrebbia guidata dal fratello. Nei dati anticipati dall’Osservatorio, ci sono i numeri della “Strage verde”: 77 morti nei campi per il ribaltamento dei trattori, in un anno (maggio 2018-maggio 2919) gli agricoltori vittime di incidenti mortali sono stati 177.

Nei primi sei mesi del 2019 i morti sono stati 692 (cifra complessiva nella quale sono conteggiati i decessi avvenuti sulle strade e in itinere, ossia dovuti agli spostamenti per lavoro), nei luoghi di lavoro veri e propri, invece, i morti sono stati 340.

Il conti dell’Inail sono altrettanto tristi. Le denunce di infortunio presentate all’Istituto a fine maggio sono state 269.431, sostanzialmente stabili rispetto alle 269.332 dei primi cinque mesi del 2018 (99 casi in più, pari al +0,04%).

“I dati rilevati al 31 maggio di ciascun anno evidenziano a livello nazionale un decremento dei casi avvenuti in occasione di lavoro”, si calcola in una nota dell’Inail, “passati da 231.354 a 229.923 (-0,6%), e un incremento del 4,0% di quelli in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, da 37.978 a 39.508. “A maggio 2019 il numero degli infortuni sul lavoro denunciati è diminuito dello 0,7%, mentre è aumentato”, segnala l’Inail, “dell’1,3% in Agricoltura (da 12.679 a 12.846) e del 2,4% nel Conto Stato (da 56.430 a 57.768)”.

L’istituto ha diviso la sua analisi per territori evidenziando un aumento delle denunce di infortunio nel Nord-Ovest (+0,4%) e al Centro (+0,7%), una stabilità nel Nord-Est e una diminuzione al Sud (-1,3%) e nelle Isole (-0,6%). “Tra le regioni che hanno fatto registrare gli incrementi percentuali maggiori spiccano l’Umbria (+5,3%) e la Sardegna (+2,9%)”, fa presente l’Inail “mentre i decrementi più consistenti riguardano la Valle d’Aosta (-5,2%) e il Molise (-4,7%)”.

Un dato negativo è quello degli incidenti accaduti alle donne. “Il lieve aumento che emerge dal confronto dei primi cinque mesi del 2018 e del 2019”, spiega il rapporto sugli infortuni 2019, “è legato esclusivamente alla componente femminile, che registra un +0,7% da 98.899 a 99.594 denunce, a differenza di quella maschile, in calo dello 0,3%, da 170.433 a 169.837”.

Aumentano anche gli incidenti in cui rimangono feriti e vittime i lavoratori extracomunitari si registra un incremento degli infortuni denunciati del 3,5% da 31.323 a 32.406. “Per contro”, calcola l’Inail, “si assiste a un calo per i lavoratori italiani -0,4%, da 227.884 a 227.058,e per quelli comunitari -1,6%, da 10.123 a 9.964”. Infine l’età delle vittime. “Dall’analisi per classi di età”, prosegue il Report, “emergono aumenti tra gli under 30 (+2,6%) e gli over 55 (+3,0%)”.

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