martedì, 21 Settembre, 2021
Società

La tutela dei minori ai tempi del Covid-19

La gestione dei minori, dopo le note inchieste sui fatti di Bibbiano e del Forteto presenta elevati profili problematici e pone in capo al legislatore ordinario l’obbligo se non giuridico almeno morale di ripensare il sistema dei servizi sociali, rendendolo più adatto ad affrontare i nodi della società fluida.

A ciò bisogna aggiungere l’emergenza sanitaria in atto che ha indotto il governo e le varie regioni italiana all’adozione di misure mostro restrittive della libertà di movimento per contenere il contagio da covid-19 che producono ripercussioni molto importanti anche sui minori.

Di recente alcune associazioni, tra cui Agevolando, Cnca, Cismai, Sos Villaggi, hanno richiesto al Governo la realizzazione di una task force unitamente a un “decreto minori”  per mettere in campo misure straordinarie di protezione durante l’emergenza sanitaria Covid-19. Ciò dal momento che i bambini che vivono in condizioni di degrado, maltrattamento e abuso grave sono impossibilitati a chiedere aiuto, mancando la possibilità di andare a scuola ed essendo privati di altri contatti sociali.

Questa presa di posizione ha generato la levata di scudi di circa una quarantina di altre associazioni che hanno invece manifestato preoccupazione per una simile richiesta, scrivendo al Governo per segnalare il rischio di veder aumentare il tasso di arbitrarietà nella gestione dei minori appartenenti a famiglie disagiate.

In questo caso è stata ribadita la necessità di una reale riforma dei servizi sociali in relazione alla gestione dei minori, a seguito di quanto emerso dalle note inchieste sui fatti di Bibbiano e del Forteto, solo per citare alcuni esempi.

Questo scenario assai poco rassicurante ha spinto i deputati Galeazzo Bignami e Maria Teresa Bellucci (Fratelli d’Italia) a presentare una interrogazione al Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

L’obiettivo è quello di capire quale sia l’orientamento dell’esecutivo su questo tema e, soprattutto, “se il Governo intenda adottare iniziative per avviare una reale riforma dei servizi sociali in relazione alla gestione dei minori, anche a seguito delle enormi criticità emerse nelle recenti inchieste, prima di accogliere qualunque richiesta di interventi normativi che possa determinare maggiore arbitrarietà nella sottrazione di minori alle rispettive famiglie”.

Nelle more della riforma – che ci si augura mantenga il principio del superamento della logica assistenziale basata sulle “categorie”, offrendo a tutti i cittadini, ed in taluni casi anche agli stranieri ed agli apolidi che versino in particolari situazioni di vita, i servizi essenziali evitando che siano sempre penalizzati i più deboli e bisognosi – occorre comunque confrontarsi con una società che non è più a dimensione di bambino.

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