venerdì, 19 Luglio, 2024
Politica

Hamas ora vuole garanti degli accordi Turchia, Russia e Cina

Il 57% dei campi agricoli della Striscia di Gaza sono inutilizzabili

Hamas vuole che la Turchia agisca da garante in un accordo che porti a un cessate il fuoco con Israele. Questa è la svolta di ieri, confermata da fonti ministeriali di Ankara dopo essere stata divulgata da Israele. Hamas ha chiesto che Turchia, Russia e Cina agiscano da garanti per la parte palestinese per poter arrivare a un accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Un modo per spostare nella scacchiera internazionale la questione palestinese in un periodo di evidente ritorno alla guerra fredda. Sulle ricollocazioni geopolitiche è scivolato anche il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, che ha attaccato la Francia sostenendo che ha praticato “politiche ostili contro Israele.” Il ministro è stato subito smentito dal collega degli Esteri che ha “disapprovato” le sue parole e sottolineato il “ruolo attivo” dei francesi in difesa degli israeliani. Gallant aveva proposto di non partecipare alla trilaterale con Francia e Usa proposta da Parigi.

G7, urgente il cessate il fuoco

Al G7 in Puglia Joe Biden e Giorgia Meloni hanno sottolineato “il bisogno urgente di garantire un accordo sugli ostaggi e su un cessate il fuoco a Gaza”. I due leader hanno anche enfatizzato “l’importanza che Hamas adotti un approccio costruttivo nell’ambito di questo processo”. Il G7 condanna anche “l’aumento della violenza dei coloni estremisti commessa contro i palestinesi, che mina la sicurezza e la stabilità in Cisgiordania e minaccia le prospettive di una pace duratura”. Inoltre i leader del G7 si sono dichiarati “profondamente preoccupati per le conseguenze della popolazione civile per le operazioni di terra a Rafah, e per la possibilità di un’offensiva militare su vasta scala che avrebbe ulteriori conseguenze disastrose per i civili. Chiediamo al governo di Israele di astenersi da tale offensiva.”

Quanti ostaggi sono vivi?

“Nessuno ha idea” di quanti ostaggi israeliani siano ancora vivi.” Lo ha detto alla Cnn il rappresentante di Hamas a Beirut, Osama Hamdan, il quale spiega che qualsiasi accordo per il rilascio deve includere garanzie di un cessate il fuoco permanente e il completo ritiro di Israele da Gaza. Nell’intervista, Hamdan sostiene che Hamas ha bisogno di “una posizione chiara da parte di Israele per accettare il cessate il fuoco, un ritiro completo da Gaza e lasciare che i palestinesi determinino da soli il loro futuro, la ricostruzione, la (revoca) dell’assedio… siamo pronti a parlare di un accordo equo sullo scambio di detenuti”. Mentre il leader dell’opposizione al Governo Netanyahu, Benny Gantz, sostiene che Israele sa quanti ostaggi sono ancora in vita. Gantz è stato nel Gabinetto di guerra fino alla scorsa settimana e poi si è dimesso per contrasti con il premier. “Gli israeliani vogliono il cessate il fuoco solo per sei settimane e poi vogliono tornare a combattere” ha aggiunto Hamdan che ha puntato il dito anche contro “gli americani che non sono ancora riusciti a convincere gli israeliani ad accettare un cessate il fuoco permanente” come parte dell’accordo per il rilascio degli ostaggi. I negoziati sulla proposta sostenuta dagli Stati Uniti si sono intensificati negli ultimi giorni, ma sembrano essersi arrestati nuovamente dopo che Hamas ha presentato la sua risposta al documento. Per Hamas, ha detto Hamdan, la durata del cessate il fuoco è una questione chiave così come il ritiro completo di Israele dalla Striscia.

A Gaza agricoltura devastata

Oltre della metà dei terreni agricoli di Gaza, cruciali per nutrire la popolazione affamata, sono stati devastati dalla guerra. È quanto risulta dalle immagini del Centro satellitare delle Nazioni Unite (Unosat) analizzate dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao). Secondo queste osservazioni il 57% dei campi, che potrebbero fornire nutrimento alla popolazione sempre sull’orlo della carestia, è inutilizzabile a causa delle attività legate al conflitto, tra cui la demolizione degli edifici danneggiati, lo spostamento di veicoli pesanti e i bombardamenti. E da aprile la situazione, secondo l’Onu, è ulteriormente peggiorata con gravi danni ai frutteti, alle colture e agli ortaggi. Inoltre, c’è stata una significativa escalation nella distruzione di terreni coltivabili nel Governatorato di Gaza settentrionale, dal 46% nell’aprile 2024 al 68% nel maggio 2024.

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