sabato, 11 Luglio, 2020
Attualità

Un vaccino chiamato “nuovo umanesimo”

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Nel film “La vita è bella” il premio Oscar Roberto Benigni, finito in un campo di concentramento insieme alla moglie ed al figlioletto, per alleviare le pene del piccolo gli fa credere che sono finiti al centro di un grande gioco e che alla fine si vince un carrarmato.

Forse dovremmo iniziare a guardare a questo “nemico invisibile” che risponde al nome di Covid19 con lo stesso spirito; iniziando, cioè, a pensare che non si tratta della “peste” dei tempi moderni, ma di una straordinaria opportunità per noi tutti.

La paura del contagio e della morte ci ha piegati ad accettare limitazioni alla mobilità che, in tempi normali, avrebbero provocato reazioni enormi.

Salvo gli sconsiderati che non rispettano le regole fissate dalle autorità nazionali e regionali, molti di noi si sono chiusi in casa in attesa che durante la consueta conferenza stampa delle 18 i vertici del Dipartimento della Protezione Civile certifichino che la percentuale dei positivi si sta abbassando.

Questo “isolamento”, però, come dicevamo, può aiutarci a comprendere meglio alcune cose che il benessere e il denaro hanno fatto passare in secondo piano. Pensiamo al senso della solidarietà, al peso diverso da attribuire alle nostre relazioni personale, al valore della vita, alla necessità di anteporre il bene collettivo agli interessi di parte.

Quando il coronavirus sarà un triste ricordo (speriamo al più presto possibile) dovremo seriamente porci il problema di immaginare una società diversa ed un nuovo umanesimo.

Forse per uscire dalla crisi del Covid-19 dobbiamo spezzare le catene che ci tengono saldamente legati al capitale, allontanandoci dal prossimo e da Dio.

Auguriamoci, dunque, di trovare al più presto il vaccino che guarisca il corpo e l’anima di questa umanità ferita che ha perso di vista le sue radici profonde e si affida alla fede del Successore di Pietro per invocare l’aiuto del Padre che tutto può…

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