mercoledì, 8 Aprile, 2020
Attualità

Bertolaso, il grande organizzatore

L’ultima notizia, relativa ai personaggi noti contagiati, riguarda Guido Bertolaso, è che è risultato positivo al coronavirus. Sì, Guido Bertolaso, il grande organizzatore che ha lasciato l’Africa, dove faceva il medico volontario, per tornarsene in Italia, chiamato dal governatore Fontana per mettere mano alla drammatica situazione della Lombardia, con migliaia di contagiati e di morti e senza posti-letto.

E in meno di una settimana ha quasi allestito un ospedale per soli malati di coronavirus, nei locali abbandonati dell’ex Fiera di Milano. La classe non è acqua. Contemporaneamente lo hanno chiamato dalle Marche, per dare una mano anche lì. Ora lo ha fermato il contagio. Dovrà starsene in quarantena, anche se continuerà via Internet a seguire e dirigere le operazioni.

Nei giorni caldissimi che hanno impegnato il governo nei primi stentati provvedimenti contro il diffondersi del male, quando Conte, che è “vergine” e non è condizionato dalle scorie del passato, si era reso conto che avrebbe dovuto delegare i poteri organizzativi ad un’autorità esterna e capace, fermi restando i compiti del capo della Protezione civile, qualcuno gli aveva giustamente fatto il nome di Bertolaso. Usato sicuro. Ma contro quell’ipotesi era insorto l’ostracismo di tutta la vecchia intellighenzia di sinistra, mai doma. Nei dibattiti televisivi i soliti noti solo a sentir il suo nome mostravamo chiari segni di orticaria. E ai Catoni dal pensiero unico moraleggiante si erano subito accodati l’incolore codazzo del Pd dell’altrettanto incolore Zingaretti e i soliti giustizialisti grillini. Bertolaso? Quello no, è l’uomo di Berlusconi.

Sì, l’uomo di Berlusconi, che nel giro di quaranta giorni diede un tetto vero a migliaia di senzatetto abruzzesi, rimasti all’addiaccio e senza tutto dopo il terrificante terremoto dell’Aquila. E proprio perché in quel posto lo aveva messo Berlusconi e si era conquistato l’apprezzamento unanime di tutti gli italiani, per “attrazione fatale” fu ovviamente coinvolto in una gragnuola giudiziaria durata otto lunghi anni e dalla quale è uscito, naturalmente,, indenne. Lo accusarono di ogni nefandezza, smaltimento illegale di rifiuti, inquinamento, procurato allarme, omicidio colposo, di aver intascato 50mila euro dalla Commissione Grandi rischi, di aver ottenuto in cambio della sua attività prestazioni sessuali da una escort, di aver mandato troppi cessi all’Aquila. Di aver fatto cose turpi nell’organizzare il G8, fatto celebrare da Berlusconi all’Aquila dove tutti i grandi del mondo parteciparono al lutto ancora vivo di quella martoriata città. Nemmeno uno straccio di prova. Assolto da tutto.

Nel 2009 Sky organizzò un sondaggio sui personaggi più popolari d’Italia. Al primo posto risultò Obama (boh?), al secondo Giorgio Napolitano, terzo Bertolaso, quarto il Papa. Era all’apice del successo, ma mortificato da una catena di accuse e di sospetti. Schifato se ne scappò in Africa, rispolverando la sua vecchia specializzazione in pediatria, a curare da volontario i bambini di Sudan, Etiopia, Uganda, Camerun e Sierra Leone.

Ora il “re delle emergenze” è tornato, rifiutato dai partiti di governo con la puzza sotto il naso e invocato dal pragmatico governatore lombardo, è tornato a combattere in prima linea ed ha dimostrato, a dispetto di qualche inguaribile comunista e dei soliti forcaioli alla Di Maio, che gli anni di volontariato non gli hanno fatto disperdere le antiche virtù di grande organizzatore. S’è beccato il contagio, lo aveva messo nel conto. Ma non l’ha spaventato la malagiustizia italiana, figuriamoci se può allarmarsi per un virus, che per quanto perfido e insidioso, non può certo avere la meglio sulla sua pellaccia.

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