venerdì, 19 Aprile, 2024
Economia

FMI: i costi della transizione energetica fanno saltare i conti pubblici

Senza il “Carbon pricing” entro 2050 debiti pubblici su del 50%

I costi della transizione climatica possono far saltare i conti pubblici degli stati. Lo sostiene il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) nel rapporto “Climate Crossroads: Fiscal Policies in a Warming World” nel quale spiega che la combinazione di investimenti pubblici e incentivi generalizzati rischia di far salire il debito pubblico anche fino al 50 per cento del Pil. Situazione ritenuta “insostenibile”. In uno scenario indicativo, il debito pubblico, nelle economie avanzate, aumenterebbe di 10-15 percentuale del Pil entro il 2050 (equivalente ad un aumento del disavanzo primario di 0,4 punti percentuali del PIL a anno, in media, fino al 2050). Economie avanzate con ampio spazio fiscale, spiega il report dela Fmi, potrebbe probabilmente adattarsi con un mix di politiche per la transizione climatica, ma altri con meno spazio fiscale, rischiano e devono aumentare le entrate, vendendo emissioni di carbonio nel mercato globale.

 Il “trilemma” per i governi

Il Fondo monetario sottolinea anche che, dall’altro canto”un’azione climatica limitata lascerebbe il mondo esposto alle conseguenze negative del riscaldamento globale. Contemporaneamente aumenterebbero i rischi macroeconomici”. Dunque se si interviene si finisce nell’insostenibilità. Se non si interviene, anche. Per uscirne Fmi un’opzione è quella di “dare un prezzo alle emissioni di carbonio.” Bisogna trasformare l’anidride carbonica in un “asset da vendere o comprare nel mercato globale”. Insomma un po’ come vendere o comprare l’aria. Questo genererebbe entrate per i governi che potrebbero essere destinate a iniziative per la transizione climatica.  Gli autori del rapporto sono consapevoli che questo costituirebbe un “trilemma”: ovvero scegliere tra “il raggiungimento degli obiettivi climatici, la sostenibilità fiscale e la fattibilità politica”.  

 Coinvolgere di più il privato

Inoltre il Fondo Monetario Internazionale ritiene che il settore privato non sia ancora entrato completamente nella partita per abbattere le emissioni di CO2. L’Europa già regola lo scambio di quote di emissione Ets e ha appena varato il “Carbon Border Adjustment Mechanism” (Cbam): un nuovo strumento innovativo che alla fine estenderà gli stessi principi di prezzo del nostro sistema di scambio di quote di emissioni a tutti i prodotti ad alta intensità di carbonio importati nell’UE. Un sistema di scambio di quote di carbonio import-export che dovrebbe andare nella direzione suggerita anche da Fmi, ma che per ora è in fase preliminare ed entrerà in pieno vigore, però, nel 2026. 

Mix di misure e carbon pricing

Il Fmi suggerisce che bisogna far ricorso a “un mix di misure”, che includa le sovvenzioni e gli incentivi ma anche meccanismi di aumento del prezzo in base alle emissioni, la cosiddetta tassa Carbon pricing. Nonostante questo “nessuna singola misura può da sola far raggiungere gli obiettivi climatici”, mentre “il sistema di Carbon pricing è necessario, anche se non sempre sufficiente, a far ridurre le emissioni. Dovrebbe essere parte integrante di qualunque pacchetto di politiche”. 

Servirebbe poi un prezzo minimo carbonio su scala globale. Secondo il Fmi “con il giusto mix di misure di spesa e di aumento dei ricavi” (cioè tasse) il debito pubblico nelle economie avanzate limiterebbe la crescita tra 10 e 15 punti di Pil per il 2050, posto che l’istituzione stessa riconosce che queste stime “sono soggette a elevata incertezza”. Mentre rinviare i sistemi di Carbon pricing farebbe salire i costi tra 0,8 e 2 di Pil per ogni anno di ritardo.  

Condividi questo articolo:
Sponsor

Articoli correlati

Industria, ad agosto produzione in calo sia area euro che Ue

Ettore Di Bartolomeo

9 italiani su 10 preferiscono acquistare nei negozi fisici, ma l’83% ama lo shopping online

Chiara Catone

Prova del nove per l’Europa

Giampiero Catone

Lascia un commento

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:
Usando questo form, acconsenti al trattamento dei dati ivi inseriti conformemente alla Privacy Policy de La Discussione.