lunedì, 6 Aprile, 2020
Economia

Effetto Coronavirus sul turismo, per l’Italia Pil in discesa

Prima i venti turbolenti che annunciavano la recessione dell’economia nazionale, ora le conferme: l’Italia subirà quest’anno l’impatto negativo del Coronavirus. Ed è già la conta di quali e quanti contraccolpi subirà il Pil nazionale, che nello scenario meno grave scivolerebbe a -0,1% e in quello peggiore fino a -0,9%. L’allarme tanto temuto arriva dalla banca d’affari giapponese Nomura in un rapporto pubblicato nei giorni scorsi, dove una nota è dedicata all’Italia. Secondo le previsioni del noto istituto bancario giapponese, l’Italia ha un’alta probabilità di cadere nuovamente in recessione nel 2020 a causa della diffusione del virus.

In un comparto delicato come quello dell’affluenza turistica nel nostro Paese. Lo scenario di base relativo alla zona euro presuppone che le misure di blocco della Cina durino solo fino alla fine mese e che le infezioni da Covid-19 siano principalmente confinate in Cina. In questo caso Nomura prevede solo un “modesto” impatto sull’economia dell’area euro, che vede la Germania tra i Paesi più colpiti nelle esportazioni e nella catena di approvvigionamento. L’Italia, anche in questo scenario così ristretto di fine febbraio, sarà tra i paesi più esposti per il previsto e già attuale calo della spesa turistica.

L’Italia, infatti, è “vulnerabile a un improvviso stop dei flussi turistici dalla Cina”, puntualizza Numura. Considerato il basso tasso di crescita da cui l’Italia parte quest’anno, evidenzia lo studio della banca d’affari nipponica, “ci aspettiamo che il Paese entri in recessione nel 2020, con un Pil in calo dello 0,1% nell’anno”, ossia molto al di sotto dello 0,6% previsto dal governo. Uno scenario negativo che terrebbe sulla corda gli operatori turistici almeno fino ad aprile. Se Nomura suona l’allarme per l’economia italiana, il governo prova a ridimensionare le previsioni e le preoccupazioni. Così per il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, quello di Nomura, “è uno scenario estremo, e una delle ipotesi.

Nessuno dei grandi previsori prevede l’Italia in recessione”. Il ministro però non esclude la possibilità di mettere mano a misure economiche per arginare l’effetto crisi innescato dall’emergenza, anche se giudica “ancora prematuro” fare una stima delle effettive conseguenze del coronavirus sull’economia italiana.

“Aspettiamo di monitorare gli sviluppi dell’economia cinese”, puntualizza parlando a margine dell’Eurogruppo, “ma monitoriamo gli effetti economici sui vari settori per individuare eventualmente misure specifiche a singoli ambiti”. Parole incoraggianti, a cui però fanno da scenario altre valutazioni molto meno ottimistiche.

L’analisi di Nomura sulle ricadute per l’economia italiana, infatti, non appare affatto rosea. E rimane il fatto che insiste Nomura, che “il Paese entri in recessione nel 2020”. A dare una mano a quel senso di rilancio e di un filo di ottimismo, per parare il colpo delle avversità, scende in campo anche la Confcommercio con il presidente Carlo Sangalli che si mostra fiducioso sulle iniziative che il governo italiano prenderà.

“In una fase di totale stagnazione dell’economia, gli effetti del Coronavirus rischiano di mettere in ginocchio interi comparti economici del nostro Paese “, osserva Sangalli , “penso soprattutto al comparto del turismo e della ristorazione, con il rischio di ridurre il Pil dello 0,3%. Di fronte a questo scenario, apprezziamo l’impegno del presidente Conte e del ministro Gualtieri a prevedere specifiche misure di sostegno per i settori delle imprese più direttamente coinvolti”.

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