lunedì, 6 Aprile, 2020
Economia

I Fondi europei, questi sconosciuti…

L’Europa non è soltanto un complesso di regole da rispettare, di cui, a volte, non si riesce a comprendere nemmeno la ratio, ma una opportunità di crescita per i territori e per le imprese. Purtroppo non tutti gli Stati membri sfruttano in pieno queste potenzialità. È il caso dell’Italia che, pur essendo tra i Paesi fondatori, non sfrutta come dovrebbe tutte le risorse disponibili.

Ciò dipende da una classe dirigente autoreferenziale e poco avvezza a ragionare in termini di investimento e di programmazione. Per fortuna nel nostro Paese ci sono professionisti capaci che si sono specializzati in questo caso e i cui consigli potrebbero rivelarsi molto utili per le istituzioni pubbliche e le imprese private.

Iniziamo da oggi un viaggio alla scoperta dei Fondi europei.

Se solo ci applicassimo di più in questo campo con la creatività che ci è congeniale riusciremmo a colmare il gap in alcuni settori come lo sviluppo urbano, l’occupazione, l’agricoltura e lo sviluppo rurale, le politiche marittime e della pesca, la ricerca e l’innovazione.

Buona lettura…

In Europa, tra i 28 solo Croazia, Slovacchia e Spagna hanno fatto peggio. L’Italia, purtroppo, non è riuscita a sfruttare molte opportunità, tra le quali: il Fondo sociale europeo e Fondo europeo di sviluppo regionale. Ovvero i 17,4 miliardi destinati ad aiutare i giovani Neet nella ricerca di un posto, a promuovere l’imprenditorialità e gli altri 33,5 che dovrebbero finanziare lo sviluppo sostenibile, la competitività delle piccole e medie imprese, la ricerca e le nuove tecnologie, l’istruzione, la messa in sicurezza delle scuole.

Proprio per quanto riguarda il finanziamento alle spese di ricerca e sviluppo da parte delle imprese, dobbiamo essere pronti e conoscere gli strumenti finanziari a disposizione, infatti la Commissione europea ha recentemente lanciato i nuovi strumenti pilota dello European Innovation Council – EIC, attraverso i quali mira a sostenere e investire quelle aziende e startup europee in grado di generare le innovazioni più radicali e dirompenti. Rispetto alle precedenti misure di sostegno all’innovazione presenti in Horizon 2020, infatti, il nuovo progetto pilota EIC si focalizza maggiormente su quei soggetti innovatori che abbiano un grande potenziale di scalabilità sui mercati europei e globali.

Nell’ambito del nuovo European Innovation Council (EIC) pilot Work Programme 2018-2020, la Commissione europea ha inserito il bando Accelerator (SME Instrument), dedicato allo sviluppo delle innovazioni di start-up e PMI nella fase in cui possono attirare investimenti privati. Tramite l’accelerator, in particolare, le imprese potranno accedere a finanziamenti misti (sovvenzioni e equity) fino a 15 milioni di euro, volti a supportare le aziende: -sia nelle fasi di sviluppo e pre-industrializzazione sia nell’introduzione sul mercato di quelle innovazioni con una potenziale capacità di inserirsi sul mercato internazionale, ma ritenute non (ancora) attraenti per il mercato dei capitali privati a causa dell’alto rischio e del lungo ciclo di sviluppo dell’innovazione.

I beneficiari sono pertanto le start-up e PMI innovative, il contributo prevede un finanziamento tra 0,5 e 2,5 milioni di euro in forma di sovvenzione (fondo perduto a copertura del 70% dei costi).

I cambiamenti sono notevoli ed è chiaro l’intento della Commissione di puntare su quelle realtà europee più ambiziose e innovative. Diventa quindi fondamentale farsi trovare preparati e portare a Bruxelles idee dirompenti basate sull’ingegno e sulla creatività tipicamente italiane. Anche se il nuovo Horizon Europe comincerà solo nel 2021, Julien Guerrier, direttore dell’Agenzia Esecutiva per le Piccole e Medie Imprese (EASME) ritiene che un pilota dell’Acceleratore potrebbe partire già nel 2019. Ulteriori dettagli sul budget e sulle procedure in merito dovrebbero essere pubblicati entro la fine di quest’anno.

Per l’Italia, i finanziamenti UE dettagliati, rappresentano una importante occasione, considerando che il nostro paese, da sempre, è in grado di proporre progetti innovativi ma, non altrettanto capace di sfruttare i finanziamenti per realizzarli. Se utilizzato bene questo strumento finanziario potrebbe produrre per il nostro paese un effetto di “leva” finanziaria molto impattante, creerebbe nuova occupazione e nuova ricchezza. Il nostro compito è sicuramente quello di informare in maniera efficace per fare in modo di arrivare all’ottenimento dei risultati attesi, penso che questo servizio attraverso il quotidiano La Discussione, possa veramente essere di fondamentale importanza per riuscire a spendere le risorse già a disposizione, considerando anche la difficoltà di accesso al credito ordinario, altro problema che potremmo affrontare successivamente.

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