Nel primo trimestre del 2026 il mercato del lavoro italiano mostra segnali contrastanti. Da un lato aumentano retribuzioni e costo del lavoro, dall’altro continua a crescere il ricorso al lavoro intermittente, mentre diminuisce il tasso dei posti vacanti in numerosi settori produttivi. Secondo i dati Istat, il costo del lavoro per unità di lavoro equivalente a tempo pieno (Ula) è aumentato dell’1,2% rispetto al trimestre precedente e del 3% su base annua nell’insieme di industria e servizi. La crescita è stata trainata sia dall’aumento delle retribuzioni sia da quello dei contributi sociali.
Le retribuzioni contrattuali di cassa hanno registrato una crescita tendenziale del 5,4% nell’intera economia, sostenuta soprattutto dagli incrementi rilevati nei comparti dell’istruzione (+26,2%) e della pubblica amministrazione (+9,3%), influenzati dall’erogazione degli arretrati relativi ai rinnovi contrattuali del triennio 2022-2024. Nei settori privati dell’industria e dei servizi di mercato, invece, gli aumenti salariali si attestano al 2,4%.
Occupazione
Sul fronte dell’occupazione emergono comunque segnali di crescente flessibilità. Le posizioni lavorative intermittenti sono aumentate dell’8,7% rispetto allo stesso periodo del 2025, con la crescita più marcata registrata nei servizi di alloggio e ristorazione (+10,5%). Incrementi significativi si osservano anche nelle attività professionali e nei servizi di supporto alle imprese (+7,8%) e nell’industria (+7,6%). Parallelamente, il tasso dei posti vacanti mostra una lieve contrazione. Nel complesso di industria e servizi si attesta all’1,7%, in calo rispetto sia al trimestre precedente sia allo stesso periodo del 2025. La diminuzione interessa in particolare le costruzioni, il comparto dell’alloggio e della ristorazione e diversi settori dei servizi.
Per quanto riguarda l’attività produttiva, il monte ore lavorate registra una crescita moderata: +0,3% nei servizi e +0,1% nell’industria rispetto al trimestre precedente. Tra i comparti più dinamici spiccano le attività artistiche, sportive e di intrattenimento (+4%), oltre ai servizi di alloggio e ristorazione (+3,7%).





