L’Unione Europea e la Corea del Sud hanno firmato un nuovo accordo sul commercio digitale durante il loro primo vertice bilaterale dopo tre anni, segnando un passo decisivo verso la modernizzazione delle relazioni economiche tra Bruxelles e Seul. L’intesa, che integra il già esistente accordo di libero scambio del 2011, punta a semplificare le transazioni digitali, ridurre i costi per le imprese e rafforzare la cooperazione in un contesto geopolitico sempre più instabile. Il patto prevede norme comuni per facilitare i flussi di dati transfrontalieri, riconoscere contratti e firme elettroniche e garantire una maggiore tutela dei consumatori.
Accanto all’accordo digitale, UE e Corea del Sud hanno concordato anche lo scambio di informazioni classificate sulla sicurezza e dati relativi ai passeggeri, un segnale della volontà di entrambi i partner di consolidare alleanze strategiche in un periodo segnato da dazi statunitensi, restrizioni cinesi e conflitti in Ucraina e Medio Oriente. L’UE è oggi il terzo partner commerciale della Corea del Sud per le merci, mentre Seul rappresenta l’ottavo partner commerciale dell’Unione.
L’accordo digitale mira a incentivare ulteriormente il commercio di servizi, un settore in forte espansione: secondo l’Organizzazione Mondiale del Commercio, nel 2025 il volume globale dei servizi erogati digitalmente è stato cinque volte superiore rispetto al 2005, con una crescita del 10% negli ultimi tre anni. Bruxelles vede in questa intesa un tassello della propria strategia per diventare un punto di riferimento globale nel commercio digitale, soprattutto nella regione Asia‑Pacifico. L’UE ha già siglato accordi simili con Singapore, Regno Unito, Cile, Nuova Zelanda e un’intesa specifica sui flussi di dati con il Giappone. L’Unione, che è il più grande esportatore mondiale di servizi — quasi la metà dei quali digitali — considera questo accordo un passo essenziale per rafforzare la propria competitività.





