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Qusra, espulsi i cinque italiani dalle forze israeliane mentre continua l’assedio. Parigi: “Arrestare e processare i coloni”

Il deputato Ofer Cassif porta acqua, cibo e medicine grazie all’immunità parlamentare. Katz trasferisce alla polizia le competenze civili in Cisgiordania: “L’esercito deve combattere il terrorismo, non dare la caccia ai giovani estremisti”
sabato, 15 Agosto 2026
2 minuti di lettura

I cinque attivisti italiani rimasti per giorni nelle abitazioni palestinesi assediate dai coloni a Qusra sono stati ieri allontanati dalle forze israeliane e trasferiti in un’altra casa del villaggio. Le autorità israeliane parlano di “evacuazione” dall’area dichiarata zona militare chiusa. Il sindaco di Qusra, Abdul-Azim Wadi, sostiene invece che i cinque siano stati “espulsi con la forza” e accusa l’esercito di aver impedito agli attivisti di raggiungere le tre abitazioni ancora sotto pressione dei coloni che, a differenza degli attivisti arrivati per sostenere le famiglie assediate, non sono stati allontanati. La Farnesina, attraverso l’Unità di crisi, il Consolato generale a Gerusalemme e l’Ambasciata a Tel Aviv, segue la situazione.

Gli italiani allontanati

I cinque (quattro donne e un uomo tra i 20 e i 40 anni) erano arrivati a Qusra per portare solidarietà alle famiglie palestinesi. Da domenica erano rimasti insieme ai residenti nelle abitazioni circondate dai coloni, che avevano bloccato le strade di accesso, installato tende nei pressi delle case e interrotto acqua ed elettricità. Una delle famiglie è quella di Qusai Abu Rida, cittadino statunitense, circostanza che aveva spinto anche Washington a intervenire: l’ambasciatore americano in Israele Mike Huckabee aveva definito l’assedio un “orribile atto di terrorismo”.

Secondo il sindaco Wadi, dopo l’allontanamento degli italiani “bande di coloni hanno continuato l’assedio delle famiglie, impedendo l’accesso e la consegna di aiuti e beni di prima necessità”. Circa cento attivisti di organizzazioni israeliane e internazionali hanno cercato ieri di portare acqua e cibo ai residenti, ma la polizia di frontiera li ha fermati mostrando un ordine di “zona militare chiusa” e ha sequestrato gli aiuti per un’ispezione.

Tra le organizzazioni presenti figuravano Peace Now, Standing Together, Rabbis for Human Rights e Israeli-Palestinian Bereaved Families Forum. Un’ora più tardi gli attivisti sono stati informati che gli aiuti erano stati comunque consegnati. Il deputato israeliano Ofer Cassif, esponente della coalizione arabo-ebraica Hadash, ha riferito di essere riuscito personalmente a superare il posto di blocco grazie all’immunità parlamentare. “Siamo riusciti a portare acqua, cibo e medicinali nelle case assediate”, ha scritto, spiegando di aver consegnato anche materiale necessario a riparare le tubature dell’acqua danneggiate dai coloni.

Parigi: “Arrestare i responsabili”

La Francia ha condannato “con la massima fermezza” l’occupazione di case palestinesi e le violenze contro i civili, chiedendo a Israele di “arrestare e consegnare alla giustizia i responsabili” e di proteggere la popolazione palestinese, come impone il diritto internazionale. Intanto il deputato democratico israeliano Gilad Kariv ha diffuso un video girato vicino Beit Sahour, presso Betlemme, in cui un colono armato entra in un terreno privato palestinese e spara in aria contro attivisti israeliani presenti a protezione di una famiglia.

“Un nazionalista violento punta un’arma contro gli attivisti della presenza protettiva e spara in aria”, ha denunciato Kariv. L’esercito, ha aggiunto, ha allontanato gli attivisti, mentre i coloni sono tornati nell’avamposto costruito sul terreno della famiglia: “Questo è quanto accade ogni giorno nei territori”.

Katz affida i civili alla polizia

Dopo le critiche all’esercito, Katz ha ordinato all’Idf di preparare il trasferimento alla polizia israeliana delle competenze di ordine pubblico negli insediamenti della Cisgiordania, con una forza dedicata, finanziamenti e poteri specifici. “Il ruolo dell’esercito è combattere il terrorismo palestinese e non dare la caccia ai giovani estremisti sulle colline”, ha detto il ministro, riferendosi ai coloni radicali che creano avamposti illegali e aggrediscono palestinesi.

L’Anp ha contestato la decisione: il vicepresidente Hussein Al-Sheikh l’ha definita una violazione del diritto internazionale e un tentativo di “imporre la legge e la sovranità israeliana sulla Cisgiordania occupata”, consolidandone l’annessione. A Qusra, intanto, i coloni sono tornati nell’area dell’avamposto nonostante gli interventi di Idf e polizia di frontiera. Dall’inizio del 2026 l’esercito afferma di aver smantellato 151 avamposti illegali, molti ricostruiti poco dopo. Il caso mostra così il paradosso di forze israeliane chiamate a proteggere palestinesi da cittadini israeliani, mentre governo, esercito e polizia si rimpallano la responsabilità di fermare le violenze.

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