“Dato pessimo e allarmante”. Così il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, commenta i dati definitivi sull’inflazione di luglio diffusi dall’Istat, rivisti al rialzo al 2,9%. “L’inflazione sale e più di quanto era stato annunciato con la stima preliminare”, sottolinea Dona, evidenziando l’impatto dei rincari sulle famiglie. Sulla stessa linea il Codacons, secondo cui “il bicchiere è sempre più vuoto”: il dato di luglio, osserva l’associazione, non incorpora ancora pienamente la fiammata dei carburanti della seconda metà del mese. Ma la vera preoccupazione, sottolinea il Codacons, riguarda soprattutto “la stangata che si è abbattuta sulle tariffe di luce e gas”.
L’allarme
E proprio sulle bollette si concentra l’allarme per i prossimi mesi. A settembre sono infatti attesi nuovi rincari che, secondo una stima di Nomisma Energia elaborata per Il Sole 24 Ore sulla base degli attuali prezzi all’ingrosso, potrebbero far aumentare la spesa annuale del 23% per le famiglie e addirittura del 54% per le imprese.
Il costo del gas
Per le famiglie, il quadro più pesante arriva dal gas. La stima prende come riferimento il prezzo della materia prima comunicato da Arera per i clienti vulnerabili: a luglio era pari a circa 60 centesimi al metro cubo, mentre per settembre Nomisma Energia prevede un valore di 1,37 euro al metro cubo, contro 1,06 euro dello stesso mese del 2025.
I rincari
L’impatto sulla famiglia tipo sarebbe significativo: 429 euro di spesa aggiuntiva a fine 2026 per il gas, pari a un aumento del 29% rispetto al 2025. Il rialzo del gas si riflette anche sull’elettricità. Per settembre Nomisma Energia stima un prezzo in bolletta di 31,93 centesimi per kWh. Il dato riportato nella stima del quotidiano economico indica 28,75 centesimi per kWh per settembre 2025. Per una famiglia tipo, l’aggravio annuale sarebbe di 85,9 euro, pari a un aumento dell’11%.Sommando luce e gas, la maggiore spesa arriverebbe così a 515 euro a fine anno, il 23% in più rispetto al 2025.
Il rialzo dei carburanti
A questo conto si aggiungono i carburanti. Per settembre Nomisma Energia stima una media di 2,017 euro al litro e calcola per una famiglia una maggiore spesa annuale di 361,8 euro, il 22% in più rispetto al 2025. Complessivamente, tra energia e carburanti, il conto potrebbe quindi arrivare a 876,8 euro in più all’anno.
Batosta per le imprese
Ancora più pesante la situazione per le imprese. Per il gas Nomisma Energia stima a settembre un prezzo di 71 centesimi al metro cubo, contro i 43 centesimi dello stesso mese del 2025. Per l’impresa tipo considerata nell’analisi, l’aumento della spesa per il gas arriverebbe a 559.318 euro a fine 2026, con un incremento del 65%. Sul fronte dell’elettricità, la maggiore spesa stimata è invece di 12.713 euro, pari al 7% in più rispetto al 2025. Sommando le due voci, l’aggravio complessivo per l’impresa tipo raggiungerebbe 572.032 euro a fine anno, il 54% in più rispetto al 2025.
Occhio all’inflazione
A pesare sul quadro è anche l’inflazione. Nei dati definitivi di luglio, l’Istat ha rivisto al rialzo dal 2,8% al 2,9% la crescita dei prezzi al consumo. A giugno il tasso era al 3%. Su base mensile, l’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,3%.
I due differenti indicatori
Il rallentamento dell’inflazione è stato favorito soprattutto dalla dinamica degli energetici non regolamentati, come carburanti, e degli alimentari non lavorati. Al contrario, accelerano gli energetici regolamentati, i servizi relativi ai trasporti e quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona. In particolare, i prezzi degli energetici regolamentati passano da un aumento annuo del 9,2% al 14,8%, mentre i servizi relativi ai trasporti accelerano dall’1,1% all’1,6%. Gli energetici non regolamentati, invece, rallentano dal 13,3% all’11,4%. Per i carburanti, l’Istat segnala un rallentamento della dinamica tendenziale, ma con un andamento molto diverso tra prima e seconda parte del mese. Il gasolio per autotrazione passa dal +21,6% annuo di giugno al +18,8% di luglio, mentre la benzina scende dal +10,3% all’8%. L’inflazione di fondo resta stabile all’1,6%, mentre quella acquisita per il 2026 sale al 2,7%.
Costo della vita crescita record
Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, l’aumento del costo della vita pesa in modo particolarmente forte sui nuclei familiari. Rispetto all’estate del 2025, una coppia con due figli sostiene 252 euro in più all’anno per i trasporti e 115 euro in più per ristoranti e alloggi. Per una coppia con un figlio l’aumento è di 234 euro per i trasporti e 92 euro per mangiare e dormire. Per la famiglia media, invece, la maggiore spesa è di 153 euro per i trasporti e 66 euro per alberghi e ristoranti.Nel complesso, secondo i calcoli dell’associazione, l’aumento del costo della vita raggiunge 1.020 euro annui per una coppia con due figli, 946 euro per una coppia con un figlio e 746 euro per una famiglia media.
Le bollette di luglio
Anche il Codacons guarda con preoccupazione ai prossimi mesi. L’associazione sottolinea che l’inflazione al 2,9% si traduce già in una maggiore spesa di circa 959 euro l’anno per la famiglia tipo e di 1.324 euro per un nucleo con due figli, considerando l’intero paniere dei consumi. E il conto potrebbe aumentare ulteriormente. Gli effetti dei rincari di benzina e gasolio, avverte il Codacons, potrebbero emergere pienamente nei prossimi dati sull’inflazione. Intanto, però, l’attenzione resta puntata sulle bollette: a luglio, nel periodo in cui i consumi elettrici delle famiglie raggiungono i livelli più elevati per il ricorso a condizionatori e sistemi di climatizzazione, i prezzi dell’elettricità sono aumentati del 9,7% sul mercato tutelato e del 13,9% sul mercato libero.





