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Infortuni sul lavoro, 600mila denunce nel 2025. Le vittime scendono del 3,3%

Il rapporto Inail registra un aumento dell’1,2% dei casi. Malattie professionali ai massimi da 26 anni
mercoledì, 23 Settembre 2026
2 minuti di lettura

Seicentomila denunce di infortunio in un anno, l’1,2% in più rispetto al 2024. Ma con un dato in controtendenza sul fronte più grave: i casi mortali sono scesi del 3,3%, da 1.239 a 1.198. È la fotografia del 2025 tracciata dall’Inail nella relazione annuale presentata dal Presidente Fabrizio D’Ascenzo alla Camera. I numeri comprendono lavoratori e studenti e mostrano anche una crescita delle malattie professionali, che hanno raggiunto il livello più alto degli ultimi 26 anni. Delle 600mila segnalazioni complessive, 519mila hanno riguardato lavoratori, con un aumento dello 0,8% rispetto all’anno precedente. Quelle riferite agli studenti sono state invece 81mila, il 3,4% in più.

Tra i lavoratori, gli incidenti avvenuti in occasione di lavoro hanno raggiunto quota 414.917, con un incremento dello 0,5%. Più marcata la crescita di quelli in itinere, cioè nel tragitto tra casa e posto di lavoro: 104.417 casi, il 2,4% in più rispetto al 2024. Il numero ha superato anche quello del 2019, quando le denunce erano state 103.492.

Meno morti

Sul fronte dei decessi il bilancio segna una flessione. Le denunce sono state 1.198, 41 in meno rispetto alle 1.239 dell’anno precedente. Tra i lavoratori le vittime sono state 1.189, 37 in meno, mentre nove studenti hanno perso la vita, quattro in meno rispetto al 2024. La diminuzione tra i lavoratori deriva dai casi avvenuti durante l’attività, scesi del 4,1%. Quelli in itinere sono rimasti pressoché stabili, da 298 a 299, e sotto il livello del 2019, quando erano stati 335.

Il dato più pesante arriva dalle malattie professionali. Nel 2025 le denunce sono salite a 98.312 dalle 88.338 dell’anno precedente, con un incremento dell’11,3%. Si tratta del valore più alto degli ultimi 26 anni, quattro volte quello registrato nel 2000.

Per D’Ascenzo resta centrale la prevenzione. Il Presidente dell’Inail ha ricordato che il diritto alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro è sancito dalla Costituzione e ha richiamato il ruolo dell’Istituto sul fronte della tutela assicurativa, delle prestazioni sanitarie e riabilitative, della formazione, della consulenza e del sostegno alle imprese che investono in sicurezza. La ricerca, ha sottolineato, deve inoltre definire standard capaci di tenere il passo con l’evoluzione tecnologica e con i nuovi rischi legati ai cambiamenti climatici e all’organizzazione del lavoro.

“Non basta una flessione del 3,3%”

Il calo dei casi mortali non attenua la preoccupazione dei sindacati: “Nel 2025, 1.189 lavoratrici e lavoratori e 9 studenti sono usciti di casa per andare al lavoro o a scuola e non hanno mai più fatto ritorno. 1.198 famiglie devastate”, il commento Segretaria confederale della Uil Ivana Veronese. Per la Uil il -3,3% non rappresenta ancora quell’inversione di tendenza necessaria per parlare di un cambio di passo. Veronese ha giudicato positiva l’estensione della tutela assicurativa agli studenti, ma ha richiamato l’attenzione sui nove ragazzi e ragazze che hanno perso la vita nel contesto delle attività scolastiche.

Anche l’Ugl chiede di non fermarsi davanti alla riduzione percentuale. Il Segretario generale Paolo Capone ha sollecitato un potenziamento dei controlli sul territorio e un maggiore incrocio delle banche dati, con verifiche concentrate nei settori e nelle aree dove il rischio risulta più elevato. Per Capone occorrono anche una maggiore collaborazione tra istituzioni e parti sociali e un rilancio della formazione: “Nessun calo percentuale può essere considerato soddisfacente: dobbiamo continuare a batterci fino al raggiungimento dell’obiettivo di zero morti sul lavoro”.

Inail, premi e contributi a 10,38 miliardi

La relazione contiene anche i numeri del bilancio dell’Istituto. Nel 2025 premi e contributi hanno raggiunto 10,38 miliardi di euro, il 6% in più rispetto al 2024. Le rendite per inabilità permanente e ai superstiti in gestione sono state 593.473, con una riduzione del 2,05% legata al calo dei beneficiari. L’Inail indica infine tra gli obiettivi un aggiornamento delle norme che tenga conto dei cambiamenti nel mondo del lavoro, con il superamento dell’attuale criterio selettivo e l’estensione della tutela assicurativa a nuove categorie secondo un principio di tendenziale universalità.

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