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“Rafforzare l’educazione dei figli”

sabato, 15 Agosto 2026
2 minuti di lettura

“I genitori incidono sempre sullo sviluppo morale dei loro figli, in bene e in male”. Così inizia il sottocapitolo 259 del capitolo settimo della “Esortazione Apostolica PostSinodale ‘Amoris Laetitia’” del Santo Padre Francesco.

Dove sono i figli?

È l’interrogativo dei Padri sinodali che pongono e che rivolgono ai genitori, alla famiglia, alla società civile eanche alle Istituzioni (sottocapitolo 260).

In esso si individua la famiglia come luogo irrinunciabile di sostegno, di accompagnamento e di guida, pur riconoscendone il compito arduo nell’evidenziare che essa “deve reinventare i suoi metodi e trovare nuove risorse”.

Non è sufficiente, infatti, l’impegno dello Stato sancito dall’articolo 30 della nostra Costituzione della quale, quest’anno, celebriamo l’80esimo anniversario, quando recita che: “È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio”.

Sono necessari metodi e risorse che devono svilupparsi e ricercarsi in quella cornice di legalità che le leggi impongono, pur lasciando alla libera scelta e capacitàdella famiglia nel “prospettare a che cosa voglia esporre i propri figli”. Ed i Padri sinodali pongono alla famiglia alcune domande sull’utilizzo del tempo libero dei figli e, in particolare, suggeriscono ad essa di “domandarsi chi sono quelli che si occupano di dare loro divertimento e intrattenimento” e più specificamente “quelli che entrano nelle abitazioni attraverso gli schermi, quelli a cui li affidano per guidarli nel loro tempo libero”.

Vigilanza senza ossessione

Papa Francesco che c’è bisogno di vigilanza per evitare nocive invasioni e che il tempo che la famiglia trascorre coi figli deve essere ben utilizzato “parlando con semplicità e affetto delle cose importanti”. Sensibilizza i genitori, più specificamente, a “orientare e preparare i bambini e gli adolescenti affinché sappiano affrontare situazioni in cui ci possano essere, per esempio, rischi di aggressioni, di abuso o di tossicodipendenza”. “L’ossessione non è educativa e non si può avere un controllo di tutte le situazioni in cui un figlio potrebbe trovarsi a passare”.

Cosa sapere dei figli?

Il Santo Padre, rivolgendosi ai genitori dice loro, in sintesi, che non è importante sapere dove si trova fisicamente il figlio e in compagnia di chi, ma capire “dove sta posizionato dal punto di vista delle sue convinzioni, dei suoi obiettivi, dei suoi desideri, del suo progetto di vita. Pone specifici interrogativi: Cerchiamo di capire ‘dove’ i figli veramente sono nel loro cammino? Dov’è realmente la loro anima, lo sappiamo? E soprattutto: lo vogliamo sapere?”.

Maturità e codice genetico

“Se la maturità fosse solo lo sviluppo di qualcosa che è già contenuto nel codice genetico, non ci sarebbe molto da fare”. Afferma, quindi, dicendo che “La prudenza, il buon giudizio e il buon senso non dipendono da fattori puramente quantitativi di crescita, ma da tutta una catena di elementi che si sintetizzano nell’interiorità della persona; per essere più precisi, al centro della sua libertà”.

Libertà responsabili e progetti di vita

Afferma che “L’educazione comporta il compito di promuovere libertà responsabili, che nei punti di incrocio sappiano scegliere con buon senso e intelligenza; persone che comprendano senza riserve che la loro vita e quella della loro comunità è nelle loro mani e che questa libertà è un dono immenso”.

Istruzione, fiducia e formazione etica dei figli

Per l’istruzione interviene l’articolo 34 della Costituzione che così recita: “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. Per la formazione morale, invece, si afferma che i genitori non possono mai delegare completamente le Istituzioni in quanto lo sviluppo affettivo ed etico si basa su un rapporto fiduciario tra genitori e figli, generando tra loro “un amorevole rispetto”. Il Santo Padre sostiene, altresì, che: “Quando un figlio non sente più di essere prezioso per i suoi genitori nonostante sia imperfetto, o non percepisce che loro nutrono una preoccupazione sincera per lui, questo crea ferite profonde che causano molte difficoltà nella sua maturazione”. Il dolore sarebbe più profondo di una eventuale correzione che potrebbe ricevere per una cattiva azione.

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