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Drone abbattuto dagli Eurofighter italiani in Lettonia, la Nato: “Proteggiamo i nostri cieli”

Riga: “Grati ai nostri alleati”. Un altro drone è precipitato in Romania. Nelle stesse ore Kiev ha attaccato il porto russo di Ust-Luga, mentre Mosca respinge l’ipotesi di una tregua nel Mar Nero
sabato, 15 Agosto 2026
2 minuti di lettura

Un Eurofighter italiano della Nato ha abbattuto ieri un drone che aveva violato lo spazio aereo della Lettonia, mentre un altro velivolo senza pilota è precipitato nei boschi della Romania, provocando un incendio. Due episodi nell’arco di poche ore che confermano l’aumento delle incursioni sul fianco orientale dell’Alleanza, proprio mentre Kiev intensifica gli attacchi contro porti e infrastrutture russe dal Baltico al Mar Nero. “Siamo grati ai nostri alleati italiani per il loro contributo alla missione di difesa aerea della Nato nei Paesi baltici e per il mantenimento dell’integrità dello spazio aereo alleato”, ha scritto la ministra degli Esteri lettone Baiba Braze, precisando che “un velivolo senza pilota straniero è stato abbattuto dai nostri alleati italiani sopra la Lettonia orientale”.

L’intervento italiano

Secondo le Forze armate lettoni, il drone è stato intercettato nella regione di Balva, nel nord-est del Paese, dopo che un allarme aereo era stato dichiarato in cinque regioni. L’allerta è cessata alle 4.50. Il velivolo volava ad alta quota e i suoi detriti potrebbero essersi dispersi su un’area vasta. Le autorità conoscono il luogo della caduta ma non ne hanno comunicato le coordinate mentre proseguono le operazioni di recupero. Riga non ha identificato ufficialmente la provenienza del drone. Secondo Ukrainska Pravda, potrebbe trattarsi di un velivolo ucraino deviato dalla rotta in seguito all’attività di guerra elettronica russa. Nelle stesse ore Kiev aveva infatti lanciato un nuovo attacco contro il porto russo di Ust-Luga, sul Golfo di Finlandia, circa cento chilometri a ovest di San Pietroburgo: la traiettoria più breve verso l’obiettivo attraversa l’area prossima ai confini orientali di Lettonia ed Estonia.

Il governatore della regione russa di Leningrado, Aleksandr Drozdenko, ha riferito che le difese hanno abbattuto 51 droni ucraini e che nel porto di Ust-Luga è scoppiato un incendio a causa dei danni provocati dall’attacco. La Nato ha confermato direttamente l’intervento italiano. “La Nato garantisce la protezione dei nostri cieli”, ha scritto la portavoce dell’Alleanza. Gli Eurofighter italiani di stanza in Lituania sono decollati insieme agli F-16 turchi schierati in Estonia e “uno degli Eurofighter ha abbattuto un drone nello spazio aereo lettone”. “Giorno dopo giorno – ha aggiunto – la Nato è pronta e in grado di reagire a qualsiasi potenziale minaccia, 24 ore su 24, sette giorni su sette”.

Un altro drone in Romania

Quasi contemporaneamente un secondo drone è precipitato in una zona boschiva vicino a Luncavița, nella contea romena di Tulcea, a cinque chilometri dal confine ucraino, provocando un incendio. Secondo la Difesa di Bucarest volava troppo basso per essere rilevato dai radar; l’origine non è stata indicata. La Romania, che condivide con l’Ucraina 614 chilometri di frontiera, dall’inizio della guerra ha registrato ripetute incursioni di droni russi e mine alla deriva nel Mar Nero lungo rotte commerciali ed energetiche. A giugno era invece sconfinato un drone ucraino. Il giorno precedente F-16 rumeni e F-18 spagnoli della Nato erano già decollati d’urgenza per nuove incursioni. Nel 2026 episodi simili sono aumentati lungo tutto il fianco orientale, dalla Finlandia ai Baltici, coinvolgendo sia droni russi sia velivoli ucraini finiti fuori rotta.

La guerra sui mari

La tensione cresce anche sulle rotte marittime. Dopo l’aumento degli attacchi ucraini contro navi, porti e installazioni russe, la Turchia ha prospettato una tregua nel Mar Nero, respinta da Mosca. “Non vediamo i presupposti per un miglioramento della situazione”, ha detto la portavoce degli Esteri Maria Zakharova, escludendo “misure parziali” che offrano a Kiev “una tregua temporanea” e precisando che Ankara non ha ancora presentato una proposta formale. Lavrov ha escluso a sua volta un cessate il fuoco immediato: la Russia si fermerà solo con una soluzione “a lungo termine, affidabile e sostenibile” e renderà “molto più duri” i propri metodi per “distruggere tutto ciò che l’Occidente sta facendo per alimentare la macchina militare di Kiev”.

Sul terreno, Mosca ha rivendicato Novonikolayevka, nel Donetsk, e altre sette località tra Donetsk, Kharkiv e Zaporizhzhia nell’ultima settimana. A Kramatorsk un bombardamento russo su un edificio residenziale ha causato un morto e 15 feriti; nella regione di Zaporizhzhia sono rimasti feriti una donna di 25 anni e un bambino di cinque.

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