Gli attraversamenti irregolari delle frontiere verso l’Unione europea sono diminuiti del 37% nei primi sette mesi del 2026. Secondo i dati diffusi da Frontex, tra gennaio e luglio sono stati registrati circa 61 mila ingressi, con il Mediterraneo orientale e quello centrale che si confermano le rotte più trafficate. L’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera ha tracciato il bilancio in una nota pubblicata su Facebook, dalla quale emerge una contrazione dei flussi rispetto allo stesso periodo precedente. Dietro il dato complessivo restano tuttavia forti differenze tra le diverse direttrici utilizzate per raggiungere l’Europa.
Il calo più forte sulla rotta dell’Africa occidentale
La flessione più consistente ha interessato la rotta dell’Africa occidentale, dove gli attraversamenti irregolari sono scesi del 60%. Frontex ha ricondotto il risultato all’efficacia delle misure preventive adottate nella regione. Il Mediterraneo orientale e quello centrale hanno invece continuato a rappresentare i principali corridoi di ingresso verso l’Ue. Un quadro che, nonostante la diminuzione generale registrata nei primi sette mesi dell’anno, mantiene alta l’attenzione sulle frontiere esterne europee.
“Il costo umano non è diminuito”
Alla riduzione degli attraversamenti non è corrisposto, secondo l’Agenzia, un analogo arretramento dei rischi affrontati dai migranti. “I numeri sono in calo, ma il costo umano non lo è”, ha avvertito Frontex. L’Agenzia ha puntato l’attenzione soprattutto sull’attività dei trafficanti, che “continuano a spingere le persone su imbarcazioni sovraffollate, incuranti del rischio”. Le traversate restano dunque esposte a pericoli elevati anche in presenza di un numero inferiore di ingressi irregolari.
Oltre 3.800 agenti alle frontiere esterne
Sul fronte dei controlli, Frontex ha confermato la presenza di oltre 3.800 agenti a sostegno delle autorità nazionali impegnate lungo le frontiere esterne dell’Unione europea.





