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Moda, produzione ed export ancora in calo nel 2026. Confartigianato: sostenere gli investimenti per rafforzare le filiere del Made in Italy

Moda, produzione ed export ancora in calo nel 2026. Confartigianato: sostenere gli investimenti per rafforzare le filiere del Made in Italy

giovedì, 11 Giugno 2026
2 minuti di lettura

Il settore della moda continua a mostrare segnali di difficoltà. Nel primo trimestre del 2026 la produzione del comparto tessile, abbigliamento e pelli è diminuita del 2,8%, rallentando rispetto al più marcato calo del 5,5% registrato nel 2025, ma restando in netta controtendenza rispetto alla manifattura italiana che, nello stesso periodo, ha evidenziato una crescita dello 0,4%. Analogo andamento per l’export. Nei primi tre mesi del 2026 le esportazioni della moda hanno registrato una flessione del 2,2%, sostanzialmente in linea con il calo dell’1,9% rilevato nel 2025 e in contrasto con il +3,3% della media manifatturiera. Un segnale incoraggiante arriva tuttavia dal mese di marzo, quando l’export del comparto è cresciuto del 3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Dazi e svalutazione dollaro

Secondo una recente analisi di Confartigianato, ripresa anche da diversi organi di informazione, sul Made in Italy della moda iniziano a manifestarsi gli effetti combinati dei dazi e della svalutazione del dollaro. Nel periodo compreso tra agosto 2025 e marzo 2026, successivo all’introduzione delle nuove misure tariffarie, le esportazioni verso gli Stati Uniti sono diminuite del 2,3% su base annua, dopo aver registrato una crescita del 4,9% nei primi sette mesi del 2025.

Gli impatti più duri

L’impatto è stato particolarmente significativo per il tessile (-10,3%) e per l’abbigliamento (-4,3%), mentre hanno mostrato una maggiore tenuta le produzioni di pelli e calzature (+1,0%).

Gli scenari futuri

Le prospettive del settore saranno al centro dell’evento “La moda che verrà – Scenari futuri nel comparto del tessile-moda”, promosso da Confartigianato Imprese Bergamo in collaborazione con la Federazione Moda di Confartigianato Lombardia. Nel corso dell’incontro, Licia Redolfi dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia presenterà un approfondimento sulle principali tendenze economiche del comparto.

Le proposte dí Confartigianato

Tra le principali preoccupazioni delle imprese del settore vi è il possibile aumento del costo del denaro. Le aziende non hanno ancora assorbito gli effetti della stretta monetaria avviata nel 2022 e, ad aprile 2026, il costo del credito risultava superiore di 202 punti base rispetto a giugno 2022. Un ulteriore irrigidimento della politica monetaria rischierebbe di frenare la propensione agli investimenti proprio mentre, nel primo trimestre del 2026, emergevano timidi segnali di ripresa.

Rafforzare le filiere produttive

Per sostenere la competitività del comparto, Confartigianato Moda sostiene l’orientamento del legislatore volto a favorire le imprese che investono nel consolidamento e nel rafforzamento delle filiere produttive attraverso processi di integrazione verticale e aggregazioni tra aziende fornitrici di semilavorati operanti sul territorio nazionale.

Garantire il marchio Made in Italy

Le fasi strategiche delle filiere dell’abbigliamento, delle calzature e degli accessori – dalla filatura alla tessitura, fino al taglio e all’assemblaggio – risultano oggi tra le più colpite dalla crisi ma rappresentano anche gli anelli essenziali per garantire l’autenticità e il valore del prodotto “100% Made in Italy”.

Superare la crisi in 4 punti

n particolare, Confartigianato ritiene che i criteri previsti dalla Legge sulle PMI (L. 34/2026) debbano valorizzare in modo esplicito: gli investimenti nelle principali fasi della filiera tessile e della pelle, con particolare attenzione alle attività a maggiore intensità artigianale, come filatura, tessitura, cucitura, lavorazione della pelle e accessoristica; le imprese dell’abbigliamento e della confezione che acquistano almeno il 50% dei semilavorati in Italia, secondo il principio del “local content”; la presenza di una capacità produttiva effettiva sul territorio nazionale, certificabile attraverso parametri oggettivi quali fatturato realizzato in Italia e ore di lavoro impiegate nelle diverse fasi produttive; la continuità della filiera come elemento premiale, complementare al criterio della provenienza europea degli input produttivi.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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