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Sant’Anna di Stazzema, Mattarella: “Le guerre sono tornate, riaffiorano volontà di potenza e dominio”

A 82 anni dall’eccidio nazifascista il Capo dello Stato ricorda le 560 vittime e avverte: “Le conquiste civili non sono acquisite per sempre”. Tajani: “Non basta dire mai più, occorre agire”
giovedì, 13 Agosto 2026
3 minuti di lettura

Ottantadue anni dopo Sant’Anna di Stazzema Sergio Mattarella ha affidato alla memoria della strage nazifascista un monito che guarda al presente. Il Presidente della Repubblica ha ricordato ieri le 560 vittime del massacro del 12 agosto 1944 e ha richiamatol’Europa alle conquiste nate dalla sconfitta del nazifascismo, mentre nuovi conflitti attraversano il mondo: “Le guerre sono tornate a gettare la loro ombra sui nostri giorni, ora le volontà di potenza e i propositi di dominio si riaffacciano, manifestandosi in forme anche inedite”, ha detto il Capo dello Stato. Il messaggio per l’anniversario è partito dalle vittime e per arrivare alle responsabilità delle generazioni di oggi.

Per Mattarella Sant’Anna non appartiene soltanto alla storia della guerra e dell’occupazione nazista: rappresenta uno dei luoghi nei quali affondano “le radici della Repubblica” e mostra “l’abisso in cui le guerre possono precipitare, cancellando la dignità dell’uomo”.

Il massacro del 12 agosto 1944

Era la mattina del 12 agosto 1944 quando i reparti delle SS raggiunsero Sant’Anna di Stazzema e le frazioni vicine. Con la complicità dei fascisti italiani, rastrellarono la popolazione civile e compirono uno dei più sanguinosi eccidi nazifascisti avvenuti in Italia. Furono assassinate 560 persone: anziani, donne, malati e numerosi bambini. Tra le vittime, 65 avevano meno di dieci anni. La più piccola, Anna Pardini, aveva appena 20 giorni. Le persone vennero uccise nelle case, nelle borgate e nei luoghi nei quali avevano cercato rifugio. Molti corpi furono poi accatastati e dati alle fiamme. Un’azione contro la popolazione civile che Giuseppe Conte, presente alle commemorazioni, ha definito “terroristica premeditata”, non una rappresaglia militare, ma “un massacro pianificato e attuato nei minimi dettagli”.

“Qui le radici della Repubblica”

È proprio dalla natura dell’eccidio che muove il messaggio del Quirinale. “La Repubblica avverte il dovere di ricordare gli innocenti donne, anziani, bambini – uccisi senza alcuna pietà a Sant’Anna e nelle frazioni di Stazzema, oltraggiando e bruciando i loro corpi, calpestando ogni sentimento di umanità”, le parole diMattarella.

Il Presidente ha legato quel sacrificio direttamente alla nascita dell’Italia democratica: “In questo sacrario civile, come in altri luoghi di dolore, si trovano le radici della Repubblica”. Il massacro resta, nelle sue parole, “un simbolo dell’abisso in cui le guerre possono precipitare”, fino a far prevalere “l’orrore dell’annientamento”. Ma Sant’Anna racconta anche ciò che avvenne dopo. La comunità riuscì a ricostruire una prospettiva dopo il dolore e lo stesso percorso, ha aggiunto il Capo dello Stato, fu compiuto dall’Italia e dall’Europa attraverso “la pace, la libertà, la democrazia”, i diritti universali e il processo di integrazione.

Il monito sulle guerre di oggi

È qui che la commemorazione ha assunto per Mattarella un significato legato all’attualità. Quel sistema di valori nato dalle macerie del conflitto mondiale non può essere considerato irreversibile. Il ritorno della guerra impone, secondo il Presidente, di misurarsi ancora una volta con logiche che l’Europa aveva cercato di superare. “Le guerre sono tornate a gettare la loro ombra sui nostri giorni”, ha spiegato, e con esse “le volontà di potenza e i propositi di dominio si riaffacciano”. Per questo diventano “più che mai preziose” le testimonianze e le coscienze capaci di trasmettere esperienze e principi, strumenti necessari per respingere “violenza, odio, il disprezzo per il rispetto del pluralismo, dell’identità delle persone”.

“Le conquiste civili non sono acquisite per sempre”

Il passaggio centrale del messaggio ha riguardato la responsabilità di chi non ha vissuto quella stagione. “Fare memoria, oltre che atto di responsabilità, è atto di liberazione che si rinnova”, ha sottolineato Mattarella. La sconfitta del nazifascismo aprì la strada alla ricostruzione democratica, ma il Presidente ha respinto l’idea che quelle conquiste possano sopravvivere senza essere difese. “Ciascuna generazione deve sapere che a ognuna appartiene il rafforzamento e la difesa delle conquiste civili, che non sono acquisite una volta per tutte”. I loro presupposti etici e le ragioni dell’impegno, ha concluso, “vanno rinnovati e rinsaldati”.

“Non basta dire mai più”

A Sant’Anna di Stazzema è intervenuto di persona il Vicepremier Antonio Tajani, che ha definito l’eccidio “un crimine deliberato, commesso con l’aiuto di fascisti italiani”. Dopo ottantadue anni, ha sottolineato, il ricordo “è vivo come allora” e richiama istituzioni e cittadini alle proprie responsabilità. “Non basta dire mai più, occorre agire affinché tutto questo non succeda”, ha aggiunto Tajani.

Il Presidente della Camera Lorenzo Fontana ha richiamato il dovere di respingere odio e violenza e di custodire pace e libertà, con la consapevolezza che “la democrazia è un bene che va tutelato e difeso ogni giorno”. Il Presidente del Senato Ignazio La Russa ha definito Sant’Anna “una ferita indelebile nella nostra storia”.

Schlein e Conte

Anche Elly Schlein ha ricordato le 560 vittime e i 65 bambini con meno di dieci anni. Per la Segretaria del Pd “la storia non si riscrive e non si dimentica” e l’eccidio richiama alla difesa quotidiana della democrazia, della libertà e dei principi antifascisti della Costituzione e della Repubblica. Giuseppe Conte ha invece riportato l’attenzione anche sul lungo percorso giudiziario successivo alla strage. Per decenni, ha ricordato il leader del M5S, la voce dei superstiti rimase senza risposte. Le indagini ricevettero impulso dopo il ritrovamento della documentazione nascosta nel cosiddetto “armadio della vergogna”, scoperto nella Procura militare di Roma. Per Conte quel silenzio rappresentò “un terribile schiaffo” alle vittime delle stragi nazifasciste.

Anna Ascani ha invitato a non permettere che “le nostre coscienze” si addormentino, mentre il Presidente della Toscana Eugenio Giani ha ricordato Anna Pardini, la vittima di appena 20 giorni: “La Toscana non dimentica”.

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