Il Partito dell’Autenticità e della Modernità (PAM) ha ottenuto il maggior numero di seggi nelle elezioni parlamentari marocchine, secondo i risultati provvisori diffusi giovedì mattina dal Ministero dell’Interno. Il voto, segnato da tensioni sociali e da una partecipazione al minimo storico del 38%, ridisegna gli equilibri politici del Paese.
Il PAM, fondato nel 2008 da Fouad Ali El Himma, consigliere e amico d’infanzia del re Mohammed VI, ha conquistato 97 seggi su 395 nella Camera dei Rappresentanti. Seguono il Rassemblement National des Indépendants (RNI) con 66 e il Partito Istiqlal con 65. Sorprendente la rimonta del Partito Giustizia e Sviluppo (PJD), formazione islamista moderata che, dopo il tracollo del 2021, torna a 54 seggi.
Il voto di mercoledì è stato influenzato da frustrazione giovanile, disoccupazione elevata e richieste di servizi pubblici migliori. Nonostante la crescita economica e gli investimenti infrastrutturali, molti marocchini chiedono riforme più incisive in istruzione, sanità e alloggi. Le elezioni arrivano a meno di un anno dalle proteste giovanili e dal tragico tentativo di migrazione verso Ceuta, che aveva scosso l’opinione pubblica.
Il nuovo governo dovrà gestire un Paese in trasformazione e preparare il terreno per la Coppa del Mondo 2030, che il Marocco co-ospiterà, con investimenti miliardari e grandi aspettative. Tra i nomi in corsa per la carica di primo ministro spiccano Faouzi Lakjaa, presidente della federazione calcistica, e Fatima-Zahra Mansouri, sindaca di Marrakech e ministra dell’urbanistica, che potrebbe diventare la prima donna premier del Paese. Il re, come previsto dalla Costituzione, nominerà il capo del governo dal partito vincitore. Ma, in un sistema dove la monarchia mantiene il controllo su difesa e politica estera, la sfida sarà costruire una coalizione stabile capace di conciliare modernità e tradizione.





