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1958: quando gli Stati Uniti pensarono di far esplodere una bomba nucleare sulla Luna

mercoledì, 12 Agosto 2026
1 minuto di lettura

Nel 1958, un anno dopo lo shock globale dello Sputnik, l’Aeronautica Militare statunitense valutò un’idea che oggi sembra fantascienza: far detonare un’arma nucleare sulla superficie della Luna, in modo che il lampo fosse visibile dalla Terra. L’obiettivo non era scientifico, né legato all’esplorazione spaziale. Era un messaggio diretto a Mosca, un gesto di forza in piena Guerra Fredda. Il progetto, classificato come A119, fu affidato a un team di dieci scienziati guidati dal fisico Leonard Reiffel. Tra loro c’era anche un giovane Carl Sagan, incaricato di calcolare traiettorie e dispersioni.

L’idea era semplice nella sua brutalità: mostrare al mondo che gli Stati Uniti potevano raggiungere la Luna e farla brillare con un’esplosione atomica. Reiffel, decenni dopo, raccontò a The Observer che l’Aeronautica era molto più interessata all’effetto psicologico sulla Terra che alle conseguenze sulla Luna. Lui stesso si oppose al progetto, temendo che un’esplosione nucleare avrebbe contaminato un ambiente ancora incontaminato, compromettendo per sempre la ricerca futura. Il piano fu abbandonato all’inizio del 1959, ufficialmente per il rischio di ricadute radioattive. Nel 1958, gli Stati Uniti non pensavano alla geologia lunare: pensavano a non sembrare deboli.

Una nube a fungo visibile a 400.000 chilometri di distanza era considerata, nella logica distorta della Guerra Fredda, un modo legittimo per riaffermare la propria superiorità. Nove anni dopo, nel 1967, il mondo cercò di impedire che qualcosa di simile potesse accadere di nuovo. Il Trattato sullo spazio extra‑atmosferico dichiarò che la Luna e gli altri corpi celesti sono “di proprietà di tutta l’umanità”, vietando a qualsiasi nazione di rivendicarli o usarli per scopi militari. Firmato nel pieno della diffidenza tra Stati Uniti e URSS, rimane tuttora il fondamento giuridico della governance spaziale.   

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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