“Riconoscere i nostri errori è indispensabile”. Da Lourdes ieri Leone XIV ha richiamato la Chiesa alle proprie responsabilità e ha chiesto ai vescovi francesi di non abbassare la guardia sul fronte degli abusi sui minori. È uno dei passaggi più forti della giornata di ieri nel Santuario mariano, dove circa 150mila fedeli hanno partecipato alla Messa presieduta dal Pontefice. Il Papa ha legato il tema della conversione alla necessità per la Chiesa di affrontare le proprie ferite, senza rimuovere gli errori commessi al suo interno. Nel corso dell’omelia ha sottolineato che il cammino di rinnovamento deve partire proprio dalla comunità ecclesiale e dalla capacità di riconoscere responsabilità, infedeltà e smarrimenti.
Nella Prairie del Santuario di Nostra Signora di Lourdes il Santo Padre ha insistito sul valore della conversione, uno dei temi centrali del messaggio legato al luogo delle apparizioni di Bernadette: “La Chiesa stessa nel suo pellegrinaggio terreno” deve avere il coraggio di affrontare questo percorso, ha spiegato. Per guarire dalle ferite profonde e dagli errori commessi al proprio interno, ha aggiunto, occorre porsi con umiltà di fronte alla verità. “Riconoscere i nostri errori è indispensabile per la crescita spirituale”, ha detto Prevost che ha poi invitato i pellegrini a lasciare Lourdes come “missionari della speranza”, capaci di riportare nelle proprie comunità il messaggio ricevuto durante il pellegrinaggio.
L’appello contro gli abusi
Il tema degli abusi sui minori è tornato durante l’incontro con i vescovi della Conferenza episcopale francese. Il Vescovo di Roma ha riconosciuto il lavoro svolto negli ultimi anni dalla Chiesa di Francia attraverso l’ascolto, la ricerca della verità, la giustizia, il perdono, la riparazione e le misure di prevenzione. Sua Santità ha però chiarito che il percorso deve proseguire: “È necessario proseguire sulla strada intrapresa, mantenendo la massima vigilanza”, ha detto ai vescovi, dopo aver ricordato il “doloroso flagello degli abusi sui minori commessi da membri del clero o nel contesto ecclesiale”. Leone XIV ha chiesto in pratica di consolidare una cultura della prevenzione e della protezione contro questi crimini, senza interrompere il lavoro già avviato.
Verità e ferite della Chiesa
Nel confronto con l’episcopato francese il Pontefice ha richiamato anche la necessità di non nascondere “errori, incoerenze” e cadute che hanno segnato la storia della Chiesa. Ai vescovi ha chiesto di riconoscere gli sbagli “con amore della verità” e di curare le ferite con determinazione pastorale. Il Papa ha parlato di una Francia, come altre realtà occidentali, segnata da polarizzazione, indebolimento dei legami sociali, violenza, disuguaglianze e povertà.
In questo contesto ha chiesto alla Chiesa di non rinunciare alla propria missione e di continuare a far sentire la propria voce nel dibattito pubblico.
L’incontro con i malati
Un altro momento centrale della giornata è stato l’incontro con gli assistiti dell’Accueil Notre-Dame e con gli operatori sanitari. Qui Prevost ha ricordato il significato di Lourdes come luogo di accoglienza per chi vive sofferenze fisiche, psicologiche o spirituali. Il Pontefice ha posto al centro il valore della dignità umana, che, ha detto, “non si misura e non si discute”.
Il Papa ha poi affrontato il tema del fine vita: “Nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità”, ha affermato, aggiungendo che “ciò che è legale non è necessariamente morale”.
Agli operatori sanitari Leone XIV ha ricordato che la loro missione consiste nel prendersi cura della persona che soffre e ha rivolto un appello allo sviluppo delle cure palliative e della ricerca.
“Qui nessuna fragilità viene respinta”
Il tema della sofferenza aveva trovato spazio anche nell’omelia celebrata nella spianata del Santuario. Leone XIV ha indicato Lourdes come un luogo nel quale la fragilità non cancella il valore della persona: “Qui, nessuna fragilità viene respinta”, ha detto il Pontefice. Stampelle, sedie a rotelle e sofferenze, ha aggiunto, non rappresentano ostacoli, ma trovano accoglienza in un luogo che pone al centro la dignità e la sacralità della vita.
Il Papa ha quindi rivolto un pensiero particolare ai malati presenti e a quanti seguivano l’incontro dalle case e dagli ospedali.
Giovani, vocazioni e unità
Nel colloquio con i vescovi francesi Leone XIV ha affrontato anche alcune delle principali sfide della Chiesa locale. Tra queste ha indicato l’educazione, il calo delle vocazioni, il ruolo delle famiglie e il rischio delle divisioni interne.
Il Pontefice ha invitato a evitare contrapposizioni ideologiche che potrebbero indebolire la testimonianza della Chiesa e ha chiesto maggiore attenzione verso i giovani. Tra i segnali positivi ha citato la crescita del catecumenato, che coinvolge soprattutto giovani adulti. Per Leone XIV si tratta di una realtà da accompagnare attraverso comunità capaci di accogliere e offrire una formazione religiosa solida.





