Giorgia Meloni ha tracciato le priorità del Governo per la ripresa dopo la pausa estiva e ha escluso cambi nella squadra a settembre. Tasse, potere d’acquisto e lavoro saranno al centro dell’agenda dell’esecutivo, mentre sullo sfondo resta aperto il confronto con la Spagna dopo la crisi migratoria di Ceuta e il ripristino dei controlli alle frontiere. Una vicenda sulla quale il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi riferirà domani davanti al Comitato parlamentare Schengen e che continua ad alimentare lo scontro con Madrid.
Le priorità di Meloni
“Fare ancora meglio sulle priorità: alleggerire le tasse, rafforzare il potere d’acquisto e favorire un’occupazione sempre più stabile”. È la linea indicata dal Presidente del Consiglio in un’intervista al settimanale ‘Chi’, in edicola da oggi. Meloni ha respinto l’ipotesi di un rimpasto a settembre e ha rivendicato gli interventi adottati sul costo dei carburanti, le misure per il lavoro e le iniziative contro la desertificazione dei centri storici. Sul clima il Premier ha ribadito un approccio pragmatico, contrapposto a quello che ha definito “ambientalismo ideologico”. Ha affrontato anche il caso Vannacci, bollato come “un’operazione costruita per favorire la Sinistra”, e ha guardato alle scadenze del 2027 con una rivendicazione del lavoro svolto: “Nessuno può accusarmi di essermi risparmiata”.
La famiglia
Nell’intervista Meloni ha affrontato anche la dimensione privata della propria esperienza a Palazzo Chigi: “La stanchezza c’è e la sento”, ha ammesso, raccontando la ricerca di “tempo lento e normalità” con la figlia Ginevra quando gli impegni istituzionali lo consentono. Il Primo Ministro ha confidato anche la difficoltà nel rispondere alle domande della bambina sul tempo assorbito dal lavoro: “Quando mi chiede perché il lavoro viene prima di lei, mi fa venire il cuore come una nocciolina”. Da madre ha espresso inoltre preoccupazione per l’impatto dell’Intelligenza Artificiale e dei social sui giovani. Meloni ha risposto infine alle critiche per la presenza della figlia durante alcuni viaggi ufficiali. Ha raccontato le reazioni dei leader stranieri e soprattutto quelle delle donne incontrate nelle missioni: “Se questa immagine dice a una ragazza che non deve scegliere tra essere madre e avere una carriera, sono contenta che si veda”.
Il caso Ceuta arriva in Parlamento
Alla ripresa dell’attività politica resterà aperto anche il dossier dei rapporti con la Spagna. Il Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen ha convocato per domani alle 14.30, a Palazzo San Macuto, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Il titolare del Viminale sarà ascoltato sul ripristino dei controlli alle frontiere tra Italia e Spagna deciso dopo la crisi migratoria di Ceuta. La questione ha provocato negli ultimi giorni un confronto tra Roma e Madrid. Al centro resta la scelta italiana di rafforzare le verifiche dopo quanto accaduto nell’enclave spagnola in Nord Africa e i timori legati ai flussi migratori. Piantedosi dovrà quindi illustrare davanti al Comitato le ragioni e le modalità del provvedimento.
L’attacco di Albares
Da Madrid, intanto, il Ministro degli Esteri José Manuel Albares ha rivolto nuove accuse al Governo italiano. Al termine di un incontro con le autorità di Ceuta, il capo della diplomazia spagnola ha sostenuto che la posizione assunta da Roma sulla crisi migratoria sia stata “probabilmente dettata da interessi di parte” e da “esigenze elettorali interne”. Secondo quanto riferito da ‘ElPaís’, Albares ha contestato all’Italia anche la mancanza di “solidarietà e sostegno”, atteggiamento che, a suo giudizio, avrebbe invece caratterizzato “la stragrande maggioranza dei Paesi dell’Unione europea”.
Il Ministro spagnolo ha definito la linea italiana “particolarmente sorprendente” e ha chiamato in causa il confronto sui flussi migratori nel continente. Secondo Albares, infatti, l’Italia sarebbe “il Paese con il maggior numero di ingressi irregolari in Europa, il doppio rispetto alla Spagna”. Parole che hanno mantenuto alta la tensione tra i due Governi proprio alla vigilia dell’audizione di Piantedosi, destinata a riportare il caso Ceuta e il nodo dei controlli alle frontiere al centro del confronto politico italiano.





