Consap ha chiuso il 2024 con un utile lordo di 3,29 milioni di euro, in diminuzione di 6,29 milioni rispetto all’anno precedente, mentre l’utile netto si è attestato a 3,26 milioni. È quanto emerge dalla relazione sulla gestione 2024 della società in house del Ministero dell’Economia e delle Finanze, approvata dalla Sezione controllo enti della Corte dei conti. Il risultato è legato quasi esclusivamente al saldo positivo della gestione finanziaria, pari a 6,4 milioni, a fronte di una gestione caratteristica che presenta invece un saldo negativo di 3,1 milioni.
Patrimonio netto a 148,37 milioni
Sul fronte patrimoniale, a fine 2024 i titoli in portafoglio registrano un valore nominale complessivo di circa 92,2 milioni di euro, con una riduzione di 20,5 milioni rispetto al 2023. Il patrimonio netto di Consap si attesta invece a 148,37 milioni, in calo di 6,31 milioni nell’arco di un anno. Le immobilizzazioni finanziarie ammontano a 93,30 milioni, 160 mila euro in meno rispetto al 2023, e comprendono quasi esclusivamente titoli di Stato, per un valore complessivo di 92,28 milioni. I crediti dell’attivo circolante sono invece saliti a 30,96 milioni, rispetto ai 9,41 milioni registrati nell’esercizio precedente.
Debiti in calo del 19,79%
Per quanto riguarda il passivo dello stato patrimoniale, il fondo rischi e oneri futuri raggiunge a fine 2024 i 9,37 milioni di euro, con un incremento di 700 mila euro. I debiti di Consap sono invece diminuiti del 19,79% rispetto al 2023, attestandosi a circa 147,28 milioni. La quota principale è rappresentata dagli altri debiti, pari a 144,84 milioni, ai quali si aggiungono 1,34 milioni verso fornitori, 467 mila euro di debiti tributari e 625 mila euro verso gli istituti di previdenza.
Liquidità da 221,77 a 169,66 milioni
Il rendiconto finanziario evidenzia anche una contrazione delle disponibilità liquide, scese dai 221,77 milioni di euro del 2023 ai 169,66 milioni del 2024. Una riduzione legata anche ai saldi negativi del flusso della gestione reddituale e dell’attività di finanziamento, compensati soltanto in parte dal flusso positivo dell’attività di investimento. L’attività di riscossione in rivalsa dei crediti vantati dalle gestioni separate affidate a Consap ha prodotto nel corso dell’anno incassi per 3,49 milioni di euro, contro i 3,59 milioni del 2023.
Fondo Sansovino, il richiamo della Corte
La magistratura contabile si è soffermata anche sulla gestione patrimoniale e sulla decisione di confermare per il 2024 la svalutazione totale della quota di partecipazione detenuta da Consap nel Fondo comune di investimento chiuso “Sansovino”. La Corte dei conti ha raccomandato di assumere le determinazioni necessarie per individuare eventuali responsabilità ai sensi del Codice civile e di esercitare un’attenta vigilanza durante la fase di liquidazione del Fondo, assicurando le dovute informative all’azionista unico.
Il Mef chiamato ad aggiornare le direttive
Nella relazione sono state esaminate anche le operazioni di efficientamento dei portafogli titoli effettuate nel 2024 e, più recentemente, nel 2026, oltre alle funzioni svolte da Consap come centrale di committenza, stazione appaltante ausiliaria e soggetto attuatore. La Corte ha raccomandato al Mef di aggiornare le Direttive pluriennali previste dallo Statuto per l’esercizio del controllo analogo sulla società in house. A Consap è stato invece suggerito un monitoraggio costante dell’equilibrio economico-finanziario e dell’adeguatezza del proprio modello aziendale. Rispetto al 2023 risultano inoltre in lieve diminuzione i costi complessivi e medi del personale, così come quelli sostenuti per gli approvvigionamenti sul mercato e per le consulenze.
Raggiunto l’obiettivo di efficientamento
Nel 2024 Consap ha raggiunto l’obiettivo di efficientamento fissato dal Mef per il triennio 2023-2025. L’incidenza dei costi operativi sul valore della produzione è risultata pari al 97,7%, inferiore di 0,6 punti percentuali rispetto alla media del triennio di riferimento, attestata al 98,3%. La Corte dei conti ha comunque formulato una serie di raccomandazioni: vigilare sull’andamento delle spese di rappresentanza, continuare a stabilire obiettivi di performance realmente sfidanti per il personale e rispettare l’obbligo di una puntuale motivazione negli affidamenti diretti. Per le future assunzioni, inoltre, è stata indicata l’opportunità di valutare l’applicazione di una contrattazione collettiva di comparto diversa da quella degli assicurativi, considerata più onerosa.





