La Confederazione italiana agricoltori (Cia) promuove l’impostazione delle nuove strategie europee per la zootecnia e le proteine vegetali, ma chiede alla Commissione Ue di accompagnare gli obiettivi con una tabella di marcia definita, risorse finanziarie dedicate e misure operative.
Il giudizio arriva dopo la presentazione delle due comunicazioni da parte di Bruxelles. “Le Strategie Ue per la zootecnia e le proteine vegetali segnano un cambio di approccio importante, riconoscendo finalmente il ruolo strategico dei due settori; tuttavia, senza una chiara tabella di marcia, tempi certi e adeguate risorse finanziarie, il rischio è che gli obiettivi indicati rimangano sulla carta”, afferma la Confederazione.
Il Presidente nazionale della Cia, Cristiano Fini, valuta positivamente il riconoscimento del ruolo della zootecnia e della necessità di rafforzare l’autonomia produttiva europea nelle colture proteiche, ma sollecita interventi concreti. “Agli allevatori non si possono chiedere nuovi obblighi senza garantire al tempo stesso strumenti e fondi adeguati per sostenerli” osserva.
Sulla strategia dedicata alla zootecnia la Confederazione accoglie con favore il cambio di impostazione della Commissione, che considera gli allevamenti una componente della sicurezza alimentare, dell’economia circolare e della vitalità delle aree interne. Cia sottolinea però che le uniche misure già definite riguardano il benessere animale, con il graduale superamento delle gabbie. Le proposte legislative sono attese entro la fine del 2026 per galline ovaiole e polli da carne ed entro il 2027 per i suini.
Risore
Per la Confederazione il nodo principale resta quello delle risorse. Gli investimenti richiesti alle aziende agricole per adeguare le strutture sono rilevanti, mentre la Commissione europea si limita a ipotizzare un possibile strumento finanziario dedicato, senza assumere impegni vincolanti.
Cia chiede quindi un piano che preveda un calendario legislativo e finanziario definito, un budget riservato alla transizione, procedure autorizzative più semplici per i progetti agricoli, una revisione della Direttiva Nitrati e una Politica agricola comune capace di sostenere i comparti più esposti.





