mercoledì, 29 Maggio, 2024
Società

“Preparare la pace deve essere l’ambizione dell’Ue”

Ieri il Presidente a Torre Pellice nel ricordo di Altiero Spinelli

“La principale virtù della democrazia è la pazienza. Bisogna attendere alle cose con tenacia e vigilanza, con la coscienza che le cose debbano sempre maturarsi”. Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha citato Alcide De Gasperi, uno dei Padri fondatori oltre che della Repubblica anche del processo di integrazione europea, nel corso del suo intervento al convegno ‘Il sogno europeista è nato qua. Una sfida da completare’ organizzato a Torre Pellice (To) per ricordare la figura di Altiero Spinelli, politico e scrittore italiano spesso citato come Padre ideatore dell’Unione europea. L’Europa, dunque, è stata al centro del discorso di Mattarella. Rivolgendosi ai presenti, ha spiegato che i problemi attuali, come la crisi finanziaria e la guerra in Ucraina, non possono essere affrontati con un continente debole: “Credo che sia evidente a molti come l’espressione di Spinelli ‘l’Europa sogno o invito a operare’ si sia trasformata oggi in un dovere. Ho citato la questione della guerra portata dalla Federazione Russa all’Ucraina come la sfida di fronte alla quale si trovano oggi i popoli d’Europa”. L’Ue, secondo il Presidente, deve coltivare l’ambizione di una sempre maggiore integrazione, andando oltre l’interpretazione, riduttiva, di una mera cornice di collaborazione economica, “perché sprovvista delle sue autentiche ambizioni l’Europa non avrebbe ragione di esistere”. L’ambizione deve essere, in tempi di guerra, “di conseguire presto la pace per un ordine internazionale rispettoso delle persone e dei popoli”. E, in tempi di pace, “di preparare la pace, il suo consolidamento per la giustizia tra le nazioni e i popoli”.

La libertà della Costituzione

Mattarella ha parlato poi alla comunità valdese (movimento religioso medievalista che voleva portare la ‘parola’ anche agli ignoranti e che fu accusato di eresia e perseguitato per la ‘presunzione del predicare’) ricordando l’odissea da loro vissuta, il loro contributo, da credenti, al bene comune della Repubblica, che testimonia il valore della loro presenza nella storia d’Italia: “Ed è paradigmatica della libertà, fondamento della nostra Costituzione”. E a proposito della Carta, il Presidente ha ricordato di come essa riconosce e valorizza le peculiarità di persone e comunità, “quelle che – come ricordava l’insigne teologo valdese Giovanni Miegge – il ‘fascismo combatteva sistematicamente’”. Per Mattarella all’interno della Costituzione stessa c’è un principio fondamentale per il quale insidiare la libertà di uno dei componenti della società equivale a mettere in discussione la libertà di tutti: “Del resto, è noto come non vi possa essere piena libertà civile e politica senza libertà religiosa. “Nella Costituente venne affermato il principio di uno Stato non confessionale, venne esplicitata la consapevolezza che libertà di culto e libertà di coscienza erano due facce della stessa medaglia. Ne troviamo puntuale conferma all’articolo 8 che stabilisce l’eguaglianza di tutte le confessioni religiose davanti alla legge e, all’articolo 19 ove si afferma che tutti hanno il diritto di professare liberamente la propria fede religiosa, in qualsiasi forma, individuale o associata”.

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