venerdì, 19 Luglio, 2024
Ambiente

Cambiamenti climatici: 2 ragazzi su 3 soffrono di eco-ansia

Secondo un recente sondaggio europea condotto da Eurbarometro per conoscere le opinioni dei cittadini dell’Unione europea sui temi green, è risultato che i giovani di oggi mostrano una maggiore sensibilità verso l’ambiente e la sostenibilità rispetto alle generazioni precedenti, ma anche una particolare preoccupazione per gli effetti dell’inquinamento ambientale. Il 51% dei giovani europei tra 15 e 24 anni, infatti, si dichiara molto in apprensione per il cambiamento climatico, contro il 45% degli appartenenti alle altre fasce d’età. In l’Italia il divario generazionale è ancora più ampio: quasi 2 ragazzi su 3 sono molto preoccupati per il clima, a fronte di una media del 53% nella popolazione complessiva. Da qui l’aumento dei movimenti di protesta anche nel nostro Paese, come le manifestazioni dei Fridays for future o gli estremismi degli “imbrattatori” di opere d’arte e monumenti, a dimostrazione che la questione ambientale rimane una delle priorità principali per le nuove generazioni.

Per i giovani le istituzioni non fanno abbastanza

Analisi supportate anche dalla ricerca condotta da EMG Different e promossa dal WWF, che ha coinvolto ragazze e ragazzi dai 18 ai 34 anni. Dal sondaggio è emerso che, non solo sono consapevoli della situazione ambientale, ma anche quanto abbiano le idee chiare sulle responsabilità. 6 giovani su 10 bocciano l’operato del Governo, che non starebbe facendo abbastanza, ma anche le aziende sarebbero altrettanto inadempienti. Il 61% degli intervistati, infatti, ritiene che quest’ultime stiano alimentando il fenomeno, mentre solo il 39% pensa che stiano realmente contribuendo a trovare soluzioni.

Gli intervistati pronti a impegnarsi in azioni concrete

Circa 6 intervistati su 10, continua lo studio commissionato dal WWF, dichiarano che i cambiamenti climatici hanno un impatto sulla propria vita e si dicono impegnati in azioni quotidiane per affrontarli e circa 8 giovani su 10 si dichiarano molto o abbastanza preoccupati dal cambiamento climatico. Nella maggior parte dei casi hanno un’opinione nettamente a favore delle fonti di energia rinnovabile come risposta alla crisi energetica: il 75% degli intervistati ritiene auspicabile che tutta l’energia italiana venga prodotta da fonti rinnovabili e il 73% pensa che le fonti di energia rinnovabile siano la soluzione ideale.

L’inquinamento nelle città e il ruolo del verde urbano nella tutela
dell’ambiente

A preoccuparli particolarmente sono l’innalzamento delle temperature e del livello dei mari, ponendosi il problema delle prospettive future.
Per questo sono pronti a compiere scelte di consumo più sostenibili (energia, trasporti, cibo, etc.), anche se una buona percentuale vive la preoccupazione con un senso di impotenza e di eco-ansia. Tanto più che le conseguenze delle emissioni di co2 sono visibili anche nel breve periodo. Nell’indagine Istat sulla vita quotidiana delle famiglie del 2021, il 9,1% dei nuclei ha dichiarato che nella zona in cui vive l’inquinamento dell’aria è un problema molto impattante.

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