lunedì, 30 Novembre, 2020
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In nome del popolo italiano

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In Italia tutto, dico tutto, si fa IN NOME DEL POPOLO ITALIANO o eufemisticamente per il Bene degli Italiani.

La nostra Carta Costituzionale, che tutti oggi, anche a sproposito invocano, “tutto è diventato incostituzionale”, fu approvata, dopo il risultato del referendum del 2 giugno 1946, dall’Assemblea Costituente nella seduta del ventidue dicembre 1947. In vari articoli della stessa viene citato Il Popolo Italiano.

Fu “Votata” perché rappresentava un patto tra i rappresentanti del popolo italiano. Dai cattolici Giorgio La Pira “In nome di Dio il popolo italiano si dà la seguente Costituzione”) e dai laici – Piero Calamandrei (“Il popolo italiano consacra alla memoria dei fratelli caduti per restituire all’Italia libertà e onore la presente Costituzione”

Articolo 1 La sovranità appartiene al popolo.

Una tale affermazione significa che tutti coloro che siedono in scranni di origine elettorale svolgono il loro ruolo e compiti in rappresentanza del Popolo Italiano e non solo di coloro che hanno contribuito alla loro elezione.

Agiscono su mandato degli elettori e sono tenuti a rispettarlo.

Articolo 101 La giustizia è amministrata in nome del popolo. Il giudice è soggetto soltanto alla legge.

Ciò comporta che tutte le sentenze che vengono ogni giorno pronunciate nelle aule giudiziarie, a conclusione di qualsivoglia processo, vengono emesse “In Nome Del Popolo Italiano.” Ed i Giudici non ne rispondono né al Potere Legislativo (Parlamento) né al Potere Esecutivo (Governo) né ad alcun organo o persona fisica non potendosi materializzare “La Legge” che non è rappresentata da alcuno.

In precedenza le sentenze erano pronunciate “In Nome Del Re Imperatore” ed i giudici ne rispondevano al Regime.

Cosa significa esordire nella lettura di una sentenza: In Nome del Popolo Italiano?

Una parte della Magistratura (MD) sostiene che tale espressione serva a consacrare il dovere dei giudici di ubbidire alla legge (e non al legislatore) e di disubbidire a qualunque altra fonte di potere e, soprattutto, che la norma costituzionale non significa affatto che i giudici debbono decidere i processi seguendo la volontà popolare. Significa, al contrario, che la giustizia non è amministrata in nome del potere politico e quindi non in nome del parlamento e non in nome del governo.

E allora il cittadino si chiede: ma cosa c’entra il Popolo Italiano??

In nome del popolo italiano è stato anche il titolo di alcuni libri e film. Il più famoso quello Di Dino Risi con interpreti magistrali come Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi.

Secondo alcuni la locuzione rappresenta una sorta di bugia convenzionale. Diversamente, infatti, essa dovrebbe significare che quando si pronuncia una sentenza ingiusta che ingiusto sia il popolo italiano?

Si comprende bene che addossare anche una simile responsabilità al Popolo Italiano sia eccessivo e fuori luogo atteso che la formula viene obbligatoriamente usata dal Giudicante anche quando la sentenza è il frutto di impreparazione del medesimo o di palese errore giudiziario.

Se si pensa che ogni anno vengono emesse sei milioni e mezzo di sentenze (La Corte di cassazione circa 50.000. Il Consiglio di Stato più di 10.000. La Corte costituzionale quasi 500. Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche circa 100.Tutti i Tribunali, le Commissioni tributarie, la Corte dei conti, i Tribunali Amministrativi, le Corti d’Appello, i Giudici di pace ecc. si raggiunge la impressionante cifra di seimilionicinquecentomila. (dati anno 2015) ci si rende conto quante volte il Popolo Italiano è, stando all’esordio della lettura delle sentenze, coinvolto, a sua insaputa, in azioni che il Potere Giudiziario esercita in suo nome.

A questa rilevantissima attività compiuta dalla Magistratura si aggiunge la ulteriore e assai più preponderante produzione della Politica e dei suoi rappresentanti eletti dal Popolo.  Deputati e senatori formano il Parlamento, Istituzione centrale nel nostro sistema costituzionale. Esso, tra i più importanti compiti approva le leggi, a cui sarebbero soggetti i Giudici, indirizza e controlla l’attività del Governo, svolge attività di inchiesta su materie di pubblico interesse, concede e revoca la fiducia al Governo.

Il Governo, per lo più sempre composto da membri del parlamento eletti dal Popolo, rappresenta il Potere Esecutivo ed ha organi che eseguono le prescrizioni delle leggi e attuano in concreto le pubbliche finalità, sempre per il bene del Popolo Italiano. Purtroppo, anzi spesso, l’esigenza di governabilità sopprime o contrae sensibilmente la tutela dei cittadini atteso che le singole forme di Governo, per poter essere composte, ricorrono a bilanciamenti subordinati alle esigenze particolari di rappresentatività dei propri elettori. Un corpo elettorale, ad esempio, non vuole la TAV, la TAP, la prescrizione dei reati, e vuole più carcere, più tasse, accoglienza immigrati senza limiti, ecc ed un altro vuole esattamente il contrario.

In Italia l’esempio degli effetti di simili contrasti più recente è costituito dalle vicende relative alla formazione dei due Governi; nel giro di un anno dall’inizio della Legislatura, quello cd Giallo-Verde (5 Stelle e Lega) e quello Giallo-Rosso (5 Stelle o 5Stesse e Partito Democratico). Costoro, 5Stelle e Lega) in assenza di una maggioranza non raggiunta dai vari schieramenti dopo la tornata elettorale, hanno provveduto, sempre per il superiore bene degli italiani, dapprima sottoscritto un contratto per formare il governo che subito dopo che questo è stato rescisso dalla Lega, siglato un accordo con forze politiche contrapposte (PD)  per garantire, si fa per dire, il benessere degli Italiani; meglio farebbero a riconoscere che il tutto viene fatto per  meglio tutelare gli interessi esclusivi dei propri elettori, se non di se stessi,  e non di tutti gli italiani.

Qualsivoglia disposizione legislativa emanata da parte di Governanti che raggiungono accordi, compromessi, reciproche concessioni ecc., sull’onda dell’emotività e/o del problema che la piazza solleva, al primo cambio di Legislatura, che dovrebbe essere fisiologicamente connessa alla fine del periodo del mandato, rischia di essere cancellata da eventuali formazioni in itinere di diverse maggioranze.

A parte il fatto che non si può parlare di nuove formazioni perché in politica tutto è vecchio, anche quando al Governo ci vanno i giovani, e/o di alleanze politiche che danno vita a nuovi governi. Chi ha qualche anno in più, di certo, ricorderà il cosiddetto compromesso storico tra Partito Comunista e Democrazia Cristiana, attuato tra il 1973 e il 1979 e fallito dopo l’assassinio di Aldo Moro.

È per questo che vorrei sottolineare il rischio concreto che si corre e che stiamo già correndo nella ipotesi in cui le alternanze, ormai ricorrenti e costanti, delle formazioni di governo, con diverse e contrastanti interessi ed obiettivi, alleanze che si formano e si sfasciano nel volgere di pochi mesi, costituito dal fatto che disposizioni legislative importantissime, che incidono sui diritti dei cittadini, delle persone che vivono in Italia e di chiunque deve rispettare i provvedimenti che il Governo impone, potrebbero essere modificate e stravolte sistematicamente al contestuale cambio delle formazioni politiche che sorreggono i vari Governi.

Questo, peraltro, è già accaduto. Dopo l’approvazione del Decreto Sicurezza Bis, il nuovo Governo formato dai vecchi 5Stelle e, addirittura dagli stessi ministri del Primo Governo Conte, ha deciso di revocare il Decreto medesimo che ha avuto la breve durata della vita di una farfalla o di una cicala.

Altro esempio di rischio concreto. All’attualità sono state approvate le norme sulle nuove tasse: Sugar Tax e Plastic Tax. A prescindere che se una tassa è giusta si applica indipendentemente dal fatto che siccome si dovrà votare alle prossime elezioni Regionali in Emilia e siccome la tassa colpirebbe per lo più gli imprenditori presenti in quella Regione la si approva ma non si applica se non dopo le elezioni.

Si abbia il coraggio almeno di affermare che la tassa non è né giusta né conveniente e si riconosca che essa è subordinata non alla sua efficacia intrinseca ma alle esigenze elettorali del momento.

Infatti PD e 5stelle la approvano per ingraziarsi coloro che ne sostengono la correttezza e la necessità al fine della salvaguardia futura dell’ambiente ma ne rinviano per convenienza elettorale l’entrata in vigore.

Il che equivale a confermare il rischio sopra paventato.

Se il PD ed i 5Stelle dovessero perdere le elezioni in Emilia la tassa sarà eliminata?  Se vincono sarà confermata?

Se il Centro Destra con la Lega in testa vincerà le nuove elezioni, non appena si potrà andare a votare, il Decreto Sicurezza bis sarà ripristinato? E così per altre importanti leggi.

A questo punto che senso ha continuare ad affermare che tutto si fa per il bene degli Italiani ed in Nome del Popolo Italiano?

Credo, quindi, sia il caso almeno di eliminare da ogni disposizione costituzionale che le sentenze vengano emanate in nome del popolo italiano e che i membri del parlamento ed i governi esercitino, ciascuno, le proprie prerogative e funzioni in nome della Legge al pari dei Giudici, lasciando così in pace il Popolo Italiano.

Auspico, infine, che si dia la possibilità, il prima possibile, ai cittadini-italiani, se è vero, quanto scritto nella Costituzione, che la rappresentanza spetta al Popolo Italiano, che lo stesso si esprima in maniera tale che i vincitori delle elezioni possano governare per una intera legislatura e non per un anno o per pochi mesi.

E’ sufficiente che tutte le forze politiche diano esempio di serietà e concretezza approvando, in maniera molto semplice una norma costituzionale che preveda, che ove, dopo le elezioni, non si raggiunga una maggioranza tale che garantisca una possibilità di formazione di un Governo che possa durare l’intera legislatura si torni senza indugi alle urne. Veggasi quanto accaduto in Spagna ed in Inghilterra.

Diversamente, come ha scritto Robert Sabatier, scrittore francese contemporaneo: ”C’è un’azione peggiore che quella di togliere il diritto di voto al cittadino, e consiste nel togliergli la voglia di votare.”

Di un simile risultato sarebbero responsabili tutte le forze politiche.

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