sabato, 15 Agosto, 2020
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In ricordo di don Luigi Sturzo

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…Continuazione del precedente articolo (In ricordo di don Luigi Sturzo – parte IX)

De Gasperi per prima cosa dunque, pur potendo costituire un governo monocolore, volle che ad esso partecipassero anche i partiti minori antifascisti e non comunisti, formò così una coalizione quadripartita con socialdemocratici, repubblicani e liberali inaugurando la stagione di quello che fu detto il centrismo; cercò quindi di ristabilire una normalizzazione politica, procedendo alla eliminazione dell’Alto commissariato per le epurazioni, anzi furono dichiarati estinti tutti i giudizi ancora in corso e concessa la revisione dei provvedimenti già decisi.

Nel ‘48 poi l’Italia rientrò nel piano Marshall. George Marshall era il comandante delle truppe americane e Segretario di Stato di Truman. Egli ritenne giusto impegnare economie americane in Europa al fine di favorirne la stabilizzazione politica, per questo elaborò un piano di sviluppo economico per gli U.S.A. e si preoccupò nello stesso tempo di riattivare l’economia nell’Europa disastrata dalla guerra. In questo piano rientrò una politica di aiuti economici anche all’Italia che costarono agli Stati Uniti ben dodici milioni di dollari forniti al Governo italiano che poi li utilizzò quasi esclusivamente per il conseguimento del pareggio del bilancio interno, almeno secondo quanto affermano certi storici americani. Secondo oppositori interni di sinistra invece servirono per sostenere i partiti di orientamento filo-americano.

Nel ‘48 si verificò anche un attentato alla vita di Palmiro Togliatti. Esso fu portato a segno da un certo Antonio Pallante, che esplose due colpi di rivoltella contro il segretario del P.C.I. appena uscito da Montecitorio. La reazione dei comunisti fu immediata, venne proclamato lo sciopero generale, alcune fabbriche vennero occupate, partigiani in armi occuparono edifici pubblici e punti strategici, manifestanti si scontrarono con le forze di polizia, la C.G.I.L. chiese le dimissioni di De Gasperi. Gravi incidenti si verificarono in diverse città rosse, finché Togliatti, uscito fuori pericolo, non invitò tutti i suoi militanti alla calma. Questo attentato fu particolarmente istruttivo, dimostrò infatti la grande capacità di mobilitazione dei comunisti e il fatto che essi costituissero ancora un partito armato capace di qualsiasi azione militare.

L’anno successivo pertanto l’Italia aderì alla N..A.T.O. (North Atlantic Treaty Organization).Questa nacque per volontà degli Stati Uniti e del Canada che, d’accordo con Gran Bretagna, Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, costituirono un’alleanza militare facente capo ad un esercito comune che avrebbe dovuto garantire la pace e proteggere ogni singolo Stato membro da eventuale aggressioni provenienti da altri Paesi. A questo che fu detto “Patto Atlantico” in pochi anni aderirono anche il Portogallo, la Grecia, la Turchia e la Repubblica Federale Tedesca. Grazie a questa organizzazione, contestata ed avversata solo dai comunisti, l’Europa ha potuto vivere un cinquantennio di pace al suo interno, e l’Italia ben giovarsene.

Nel 1950 fu creata la Cassa per il Mezzogiorno. Essa nacque al fine di favorire lo sviluppo economico del Sud d’Italia, da sempre più arretrato rispetto al Nord. La Cassa fornì così i fondi necessari alla realizzazione di opere di bonifica, acquedotti, ferrovie, strade, fognature, e per la elettrificazione. Grazie ad essa paesi per secoli rimasti isolati, poterono essere collegati ai centri maggiori delle loro Regioni, le popolazioni migliorare le loro condizioni di vita grazie all’acqua e alla illuminazione elettrica portate in tutte le case.

De Gasperi quindi promosse anche una riforma agraria che portò alla confisca delle terre incolte dai grandi latifondisti, e alla loro distribuzione ai contadini non possidenti. La riforma fu preceduta prima dalla legge Sila, quindi da una legge stralcio. Quando finalmente nell’agosto del 1950 fu varata la legge n.646, una fase nuova iniziò per la nostra agricoltura. Detta legge prevedeva l’espropriazione delle terre incolte di chi possedesse più di 300 ettari, l’assegnazione di queste terre a contadini che non fossero già proprietari o enfiteuti di fondi rustici, la loro organizzazione in aziende agricole autosufficienti con insediamenti colonici per gli assegnatari. Questi avrebbero dovuto pagare in 30 annualità, agli enti pubblici che avrebbero gestito la riforma, una somma pari ai 2/3 dell’indennità di espropriazione concessa ai latifondisti, e 2/3 del costo delle opere di miglioramento. Furono così espropriati 672.000 ettari che andarono a ben 113.000 famiglie.

Grazie a questa riforma dunque molti contadini furono strappati all’estrema indigenza, terre abbandonate furono di nuovo rese produttive, per lo sviluppo anche dei sistemi di irrigazione, case coloniche di buon livello abitativo ospitarono i nuovi proprietari garantendo loro igiene e comodità sino allora sconosciute.

La volontà di superare tentativi di isolamento fu dimostrata da De Gasperi ancora nel ’52 quando l’Italia aderì alla C.E.C.A. (Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio). Essa fu il primo organismo europeo con reali poteri e fu volto a disciplinare l’estrazione del carbone, allora tra le fonti principali di energia, e la produzione dell’acciaio, materia fondamentale per l’industria metallurgica.

Al febbraio del ’53 poi risale l’istituzione dell’E.N.I. (Ente Nazionale Idrocarburi) affidato alla presidenza di Enrico Mattei. Questi, già grande imprenditore, era stato uno dei maggiori esponenti della resistenza democristiana. Nominato nel ’45 commissario straordinario della mussoliniana A.G.I.P. s’era distinto per le sue capacità e per la sua intraprendenza. L’E.N.I. dunque gli fu affidato per risolvere il problema della confusione che regnava nel settore delle fonti di energia e con il compito di ridurlo in mani pubbliche. Mattei però, a quanto molti ritengono, lo gestì in modo molto personale, svincolandosi dalle direttive del Governo. Scoperti consistenti giacimenti di metano in Val Padana, tra il ’46 e il ’50, quando nel ’53 una compagnia americana trovò il petrolio in Sicilia, ottenne di poter effettuare ricerche anche di questa fonte e quindi ottenendo un regime di monopolio. Ciò gli consentì di costituire un vero e proprio impero personale e di realizzare grandissimi profitti. Avviò quindi negli anni successivi una politica di collaborazione con i Paesi produttori arabi e si assicurò grosse forniture dall’U.R.S.S. Sennonché questa sua intensa attività fu improvvisamente interrotta dalla sua morte avvenuta nel ‘62 a causa di un incidente aereo, da molti ritenuto conseguenza di un atto di sabotaggio. Se sia stato così non è dato di sapere, certo è però che Mattei di nemici se ne era fatti molti, sia in Italia che, e soprattutto, all’estero. Non era benvisto infatti né dalle grandi compagnie petrolifere americane, né dai Francesi, per i legami che egli aveva stretto con il Fronte di Liberazione Nazionale algerino.

Stando per scadere la prima legislatura, De Gasperi pensò di varare una legge elettorale che desse alla coalizione politica che avesse raggiunto più del 50% dei voti, un premio di maggioranza. Lo scopo era quello di rendere più forti e più stabili i futuri governi, e quindi di metterli in grado di legiferare senza troppe difficoltà. Contro questo disegno di legge si scagliò subito tutta la sinistra che parlò di legge truffa. I comunisti anzi, comprendendo bene che quel quorum era fuori della loro portata, scatenarono manifestazioni di piazza per impedire che essa fosse varata. La legge tuttavia passò, ma non scattò, perché, nelle elezioni che seguirono, il quorum che essa poneva non fu raggiunto da alcuno.
Detto tutto ciò torniamo alle celebrazioni del centenario.

Il prosieguo nel prossimo numero…

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