mercoledì, 19 Giugno, 2024
Ambiente

Ue: accordo a metà sull’energia. Tetto del gas, ancora un rinvio

Fumata grigia oggi dal Consiglio straordinario dei ministri europei dell’Energia, metà bianca e metà nera. È stato raggiunto un accordo politico su una proposta di regolamento per affrontare i prezzi elevati dell’energia, che introduce misure per appiattire la curva della domanda di elettricità durante le ore di punta e per raccogliere e ridistribuire le eccedenze di ricavi del settore energetico ai clienti finali, ma nulla di fatto per quanto riguarda il tetto al prezzo del gas. La quasi totalità dei Paesi ha concordato che imporlo solo al gas russo ormai ha perso di senso considerato che la Russia fornisce una percentuale abbastanza bassa del gas totale europeo e rispetto ai rialzi delle quotazioni l’effetto sul prezzo medio sarebbe basso.

Cingolani, si lavora a ‘tetto-forchetta’

“Un tetto fisso da cui non ci si può muovere in un libero mercato è percepito male”, ha spiegato il ministro Roberto Cingolani al termine del Consiglio. L’attenzione dell’Europa sembrerebbe spostarsi verso a un “tetto con forchetta”. “Bisogna realizzare e trovare un range tra un minimo e un massimo – ha detto il ministro – in cui ci possa sempre essere una variazione. Ci sarà presto un progetto” dai principali Paesi energivori, per fornire alla Commissione” dei punti principali “per consentirle di costruire una proposta legislativa accurata” prima della riunione dei capi di Stato europei del 6-7 ottobre prossimo. Il riferimento è alla possibile “introduzione di massimali di prezzo sul gas importato o un nuovo indice europeo parallelo a quello del Ttf (il mercato all’ingrosso del gas naturale, con sede nei Paesi Bassi), che rispecchi meglio il mercato mondiale”, ha dichiarato Jozef Sikela, ministro dell’Industria della Repubblica Ceca, Paese presidente di turno del Consiglio Ue.

Riduzione dei consumi volontario del 10%, obbligatorio del 5%

Le misure, tutte di natura temporanea e straordinaria, sulle quali si è trovato l’accordo, invece, riguardano la riduzione obbligatoria della domanda di elettricità, tetto ai ricavi di mercato dai produttori di elettricità infra marginali (ovvero l’elettricità generata da fonti rinnovabili e nucleare) e un contributo di solidarietà dai produttori di combustibili fossili. In particolare, l’obiettivo di riduzione globale volontario sarà del 10% del consumo lordo di elettricità e l’obiettivo di riduzione obbligatoria del 5% del consumo di elettricità nelle ore di punta. Gli Stati membri individueranno il 10 % delle loro ore di punta tra il 1° dicembre 2022 e il 31 marzo 2023, durante le quali ridurranno la domanda, scegliendo le misure appropriate.

Cap sui ricavi di mercato per gli inframarginali

Verranno anche limitati i ricavi di mercato a 180 euro/MWh per i produttori di elettricità, compresi gli intermediari, che utilizzano le cosiddette tecnologie inframarginali per produrre elettricità, come le energie rinnovabili, il nucleare e la lignite. Tali operatori hanno realizzato guadagni finanziari inaspettatamente ingenti negli ultimi mesi, senza che i loro costi operativi aumentino. Ciò è dovuto al ruolo del carbone e del gas come fonti marginali di determinazione dei prezzi che attualmente gonfiano il prezzo finale dell’elettricità.

Contributo di solidarietà per il settore dei combustibili fossili

Infine, è stato convenuto di fissare un contributo di solidarietà temporaneo obbligatorio sui profitti delle imprese attive nei settori del petrolio greggio, del gas naturale, del carbone e delle raffinerie. Il contributo di solidarietà sarebbe calcolato sugli utili imponibili che superano un aumento del 20% dell’utile imponibile medio annuo dal 2018 e si applica oltre alle normali tasse e imposte. Gli Stati membri utilizzeranno i proventi per fornire sostegno finanziario alle famiglie e alle imprese.

Misure al dettaglio per le PMI

Il Consiglio ha convenuto che gli Stati membri possono fissare temporaneamente un prezzo per la fornitura di elettricità alle piccole e medie imprese per sostenere ulteriormente le PMI alle prese con prezzi elevati dell’energia e di poter fissare, in via eccezionale e temporanea, un prezzo per la fornitura di elettricità inferiore al costo.

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