mercoledì, 7 Dicembre, 2022
Attualità

Luce + 59%  Evitato il raddoppio. Meloni: “Serve risposta europea. Appello all’unità di tutti i partiti”

“Di fronte alla sfida epocale della crisi energetica serve una risposta immediata a livello europeo a tutela di imprese e famiglie. L’auspicio è che nel Consiglio Europeo sull’energia di domani, prevalgano buon senso e tempestività. Su questo tema di vitale importanza per l’Italia confido nella compattezza di tutte le forze politiche”. È il primo intervento di Giorgia Meloni dopo le elezioni sul tema che più preoccupa imprese e famiglie. E viene il giorno in cui l’Autorità per l’energia è intervenuta per contenere entro il 59% i prezzi dell’energia elettrica che altrimenti sarebbero raddoppiati.
“Un intervento straordinario”, ritenuto urgente “per le condizioni di eccezionale gravità della situazione”. Si tratta di aumenti della bolletta del 100% che saranno però ridotti del 60% con l’intervento previsto dall’Autorità di regolazione.
 

Una giornata difficile

L’obiettivo dell’Autorità è limitare l’impennata dei prezzi che andranno a ricadere sui consumatori. L’intervento eccezionale dell’Autorità per il quarto trimestre del 2022, si somma agli interventi del Governo, pur non essendo in grado di limitare gli aumenti, “ha ridotto al +59% l’aumento del prezzo di riferimento dell’energia elettrica per la famiglia tipo in tutela”.

Prezzi, l’Arera evita il recupero

L’Autorità sottolinea l’aspetto più rilevante, ossia l’impatto eccezionale su famiglie e imprese che per ora è stato attutito .”I prezzi all’ingrosso del gas, giunti a livelli abnormi negli ultimi mesi a causa del perdurare della guerra in Ucraina, dei timori sulla sicurezza dei gasdotti e delle tensioni finanziarie, avrebbero portato a un incremento del 100% circa dell’elettricità, nonostante l’intervento del Governo con il decreto Aiuti bis”. L’Autorità, sottolinea in una nota, per limitare ulteriormente gli aumenti, “ha deciso di posticipare eccezionalmente il necessario recupero della differenza tra i prezzi preventivati per lo scorso trimestre e i costi reali che si sono verificati, anch’essi caratterizzati da aumenti”.

Draghi: l’Europa intervenga

Ieri a prendere iniziativa anche il premier uscente Mario Draghi“La crisi energetica richiede da parte dell’Europa una risposta che permetta di ridurre i costi per famiglie e imprese, di limitare i guadagni eccezionali fatti da produttori e importatori”, commenta il presidente del Consiglio, “di evitare pericolose e ingiustificate distorsioni del mercato interno e di tenere ancora una volta unita l’Europa di fronte all’emergenza”.

Le minacce non ci dividano

Il premier inoltre sottolinea la necessità di una maggiore coesione dell’Europa. “Davanti alle minacce comuni dei nostri tempi, non possiamo dividerci a seconda dello spazio nei nostri bilanci nazionali”, fa presente Draghi, “Nei prossimi Consigli Europei dobbiamo mostrarci compatti, determinati, solidali proprio come lo siamo stati nel sostenere l’Ucraina”.

In arrivò prezzi mai visti

A sottolineare la gravità della situazione il direttore della Divisione Energia di Arera, Massimo Ricci, in vista dell’aggiornamento del prezzo dell’elettricità per il mercato tutelato, che poi è stato comunicato ieri pomeriggio dall’ Autorità. “In arrivo prezzi mai visti prima” per la bolletta elettrica degli italiani”, fa presente Massimo Ricci, “Indipendente dalla percentuale di aumento, è una percentuale che si applica su prezzi già molto alti e quindi si arriva a prezzi mai visti prima”, prosegue Ricci, intervenendo all’Italian Energy Summit del Sole 24 Ore, nel sottolineare come “i prezzi del prossimo trimestre purtroppo ci ricorderanno che viviamo ancora in una fase emergenziale”.

Subito il price cap

Preoccupazioni e sollecitazioni sono arrivate anche dal ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani che ricorda come il prezzo del gas non scenderà fin quando non sarà stabilito un tetto europea al prezzo del gas. “La lettera che abbiamo scritto all’Ue rappresenta un macigno”, rivela Cingolani, “anche perché è firmata da molti paesi tra cui alcuni molto grandi come Francia, Spagna e Polonia. Devo dire la verità: se una istanza di questo livello fosse ignorata bisognerebbe farsi qualche domanda”, afferma il ministro in un’intervista a Repubblica. Una parte dei consumatori contesta la scelta dell’Arera di aggiornare ogni mese le bollette perché favorirebbe solo le imprese.

Consapevoli delle difficoltà

“L’Authority”, spiega ancora Cingolani, “sta rivedendo alcuni meccanismi proprio perché sono i primi ad essere consapevoli della grande complessità della situazione frutto di una vera e propria economia di guerra. L’Arera opera sempre nell’interesse degli utenti”, osserva il ministro, “per cui tenderei a fidarmi. Di fondo, però, il problema è che la borsa del gas di Amsterdam proprio non funziona: il Ttf non riflette assolutamente la situazione del mercato e le quotazioni sono assolutamente innaturali. Per questo occorre introdurre il price-cap, non dico per tornare ai prezzi di un anno e mezzo fa ma almeno per evitare certi picchi inaccettabili”. “Poi”, conclude Cingolani, “occorre disaccoppiare il prezzo dell’energia per fare in modo di slegare almeno quella prodotta con le fonti rinnovabili da quello del gas”.
Ue, intervento a metà ottobre 
La Commissione Europea è stato reso noto ieri sera, proporrà “entro metà ottobre”, dopo aver raccolto i pareri dei governi, un aggiornamento del quadro temporaneo di crisi degli aiuti di Stato per continuare a sostenere l’industria e le aziende.
 

L’altalena dei prezzi, ieri giù

Ieri sera, infine, il prezzo del gas europeo è scivolato sui minimi di seduta (-10% a 186,5 euro) dopo l’annuncio di un piano da 200 miliardi di euro da parte della Germania per far fronte al caro gas mentre i danni al Nord Stream lasciano poche speranze di una ripresa dei flussi russi in inverno.
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