sabato, 4 Aprile, 2020
Società

Prima l’italiano… e poi gli italiani?

È proprio del 3 dicembre 2019 il report dell’OCSE sulla conoscenza della lingua Italiana da parte degli Studenti. L’Italia è uno dei paesi in cui GLI STUDENTI NON SANNO LEGGERE… e quindi non comprendono la propria lingua …ANCHE SE È LA LORO MADRE.

Tutti i quotidiani in edicola in questi giorni, sia pure con diversi angoli di visuale, ma con concordanza dei dati hanno riportato la notizia dell’OCSE.

A margine ed in prosieguo di tale attualissimo tema-problema che attanaglia i nostri studenti e quindi le future leve del Paese si aggiunge che il problema non era poi così sconosciuto atteso che già dal 17 febbraio 2017 giornalisti e professori universitari (Stefano G., Pierluigi C. e Alessandro “Chito” Guala, giornalista del Secolo XIX e professore universitario all’Università di Torino avevano scritto in merito.

All’Università non va di certo meglio rispetto alle Scuole primarie e secondarie.

Ci si laurea, infatti, senza avere mai sostenuto un esame scritto e li dove questi vengono sostenuti ecco il risultato: OLTRE CHE NON SAPER LEGGERE NON SANNO NEMMENO SCRIVERE.

Ben 600 professori universitari hanno lanciato negli anni passati un appello alle Istituzioni tutte per una situazione talmente grave da richiedere al governo e al parlamento “interventi urgenti” per rimediare alle carenze in italiano degli studenti.

Ecco un sunto della rassegna degli orrori linguistici più audaci raccolti dagli autori che li hanno definiti “Errori Da Scuola Elementare”.

Negli elaborati si trovano le più variegate mostruosità linguistiche: “teorie degne di minzione”, è importante che “gli obiettivi vengano perseguitati”, famiglie autorevoli lasciano il posto a “famiglie autoritarie”, tarantolati dotati in possesso di “facoltà traumaturgiche”, San Pietro diventa “protettore del morso degli animali velenosi”, mail che esordiscono con “Salve prof., gli volevo chiedere…” oppure  “quell’asso di tempo” o dell’espressione tecnica dell’ovulo che “si annida nell’utero materno” parafrasata in un ovulo “che fa il nido”, la cultura che viene “favoreggiata” o del senso di appartenenza ad una comunità che secondo alcuni studenti dovrebbe essere “fomentato” ed ancora uno sfratto diventa “sfrattamento”,  e la “famigerata” Coppa del Mondo e nel Comune che ogni mese “promulga una newsletter sugli eventi”.

E tanto per non farci mancare niente, come suol dirsi, molti giornalisti non sono da meno. La trasmissione più seguita sul tema è diventata STRISCIA LA NOTIZIA che riporta sistematicamente gli strafalcioni linguistici e storici che diventano satira quando si tratta di politici anche famosi. È comunque SUFFICIENTE SEGUIRE I tg DELLE VARIE RETI, NESSUNA ESCLUSA, CHE MANDANO IN ONDA UN BOMBARDAMENTO DI 24 ore su 24 CON LE STESSE NOTIZIE ED I TITOLI DI CODA CON ERRORI CHE RARAMENTE E TARDIVAMENTE PUR SE SCORRONO IN CONTINUAZIONE VENGONO CORRETTI.

E da ultimo: ricordate tutti la barzelletta che circolava sui Carabinieri?

Si diceva che andavano sempre in due perché uno sapeva leggere e l’altro scrivere. Poi iniziarono ad andare in tre e qualcuno disse, sempre ironicamente, che il terzo serviva per controllare due intellettuali pericolosi…” I rapporti dei Carabinieri erano negli anni ottanta pieni di strafalcioni, dei quali alcuni mi constano personalmente, ma non si può fare a meno di sottolineare, invece, che i Carabinieri oggi hanno raggiunto un grado ed un livello di istruzione e cultura dai quali forse proprio gli studenti dovrebbero prendere esempio.

La differenza:  i primi hanno fatto dei sacrifici e si sono impegnati per migliorare e raggiungere il livello attuale anche con l’aiuto dell’Informatica mentre i secondi (gli studenti) si sono sempre più disinteressati della propria preparazione avendo capito, grazie a riforme buoniste, sbandierate come strumenti per eliminare la differenza di classi sociali, (non si boccia più nessuno ed alle Università un diciotto non si nega a nessuno) che non è proprio il caso di perdere tempo a studiare potendo impegnarsi in numerose altre attività di svago e passatempo che non impegnano la mente.

Forse l’unica frase latina che suona come uno slogan per gli odierni studenti è il brocardo

STUDERE STUDERE POST MORTEM QUID VALERE”?

Perciò lo slogan più appropriato al momento è, secondo me: PRIMA L’ITALIANO E DOPO GLI ITALIANI.

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