sabato, 25 Maggio, 2024
Lavoro

Lavoro nero, meno donne più uomini. Caporalato: 2.192 sfruttati

Gli indici di irregolarità più elevati, in materia di salute e sicurezza sul lavoro, si riscontrano nell’edilizia e nel terziario laddove, in particolare, si rileva un tasso di irregolarità notevole nelle attività dei servizi di alloggio e ristorazione, trasporto e magazzinaggio, ma soprattutto nei servizi a supporto delle imprese, dove gli indici di irregolarità sono riconducibili, in primo luogo, ad esternalizzazioni e interposizioni illecite.

È una delle riflessioni evidenziate nella Relazione riferita al 2021 pubblicata dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, attraverso la quale vengono fuori giuste preoccupazioni soprattutto per un progressivo aumento proprio nel comparto dell’edilizia del numero di lavoratori che si collocano nella fascia di età over 50 e una riduzione del numero di lavoratori giovani afferenti alla fascia under 30., come evidenzia un recente studio della Commissione Nazionale Paritetica per le Casse Edili.

Occorre evidenziare infatti, che proprio i lavoratori ultracinquantacinquenni riferiscono di avere limitazioni funzionali e di soffrire di almeno una patologia fisica o mentale. Quindi da una parte i rischi lavorativi restano quelli di ogni lavoratore adulto, dall’altra si modificano gradualmente le condizioni psico-fisiche, anche se non in eguale misura tra persone e generi. Come è naturale. Questo espone i lavoratori maturi a due effetti. Da una parte un aumento dell’esposizione ai rischi lavorativi e alle conseguenze ad essi connessi, dall’altra a una riduzione del proprio livello di produttività e quindi di maggiore esposizione a pressioni per prepensionarsi, ridurre l’orario lavorativo, assentarsi e così via.

Diversa preoccupazione è legata ai minori che svolgono attività lavorativa nell’ambito dei servizi di alloggio, ristorazione, agricoltura e commercio, verso i quali occorre rivolgere una maggiore attenzione di prevenzione e protezione. Nella Relazione INL viene sottolineato: “L’azione di vigilanza svolta dagli ispettori degli Uffici territoriali dell’Agenzia ha consentito di tutelare 114 minori irregolarmente occupati. Il settore in cui è stato riscontrato, in termini assoluti, il maggior numero di illeciti in materia di sfruttamento di lavoro minorile corrisponde al codice Ateco I – Servizi di alloggio e ristorazione (con l’individuazione di 58 minori irregolarmente occupati), mentre le restanti irregolarità sono state accertate nei settori: Ateco R – Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (21 violazioni concernenti minori); Ateco A – Agricoltura (17 minori irregolarmente al lavoro); Ateco G – Commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli e Ateco C – Attività manifatturiere (con l’individuazione, in ciascuno dei settori, di 7 minori irregolarmente al lavoro); Ateco S – Altre attività di servizi (3 casi di impiego irregolare di minori); infine Ateco F – Costruzioni (1 minore irregolarmente al lavoro).”

A tal proposito l’Osservatorio Nazionale sul Lavoro Minorile di UNICEF Italia nel programma operativo ha previsto, non a caso, specifiche azioni e finalità del nuovo organismo che mirano a diventare un punto di riferimento permanente per le istituzioni, le organizzazioni sindacali ed imprenditoriali e soprattutto per il mondo della scuola. Esse sono: Migliorare la cultura della prevenzione, Promuovere l’attuazione in Italia delle indicazioni e delle raccomandazioni europee e internazionali sul tema, Mappare e Analizzare la normativa, le politiche e le prassi per migliorare la garanzia dei diritti dei minorenni coinvolti, Favorire la realizzazione e la diffusione di studi e ricerche e buone pratiche, Realizzare un monitoraggio delle buone pratiche, Promuovere il coinvolgimento attivo dei minorenni coinvolti nella tutela dei loro diritti.

Si conferma, poi, nella Relazione INL, la tendenza a una diminuzione generale del lavoro nero per le donne, determinando una riduzione della quota femminile che dal 40% del 2019 passa al 30% del 2021, e si assiste conseguentemente ad una crescita della quota maschile di lavoro nero, che va dal 60% del 2019 al 70% nel 2021.

Su 3.971 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale3641 sono per lavoratori “in nero” e 330 per violazioni sulla salute e sicurezza. Ciò prima dell’entrata in vigore del d.l. 146/2021.

Nella tutela dei lavoratori vittime di caporalato e sfruttamento lavorativo è stato confermato, con 2.192 vittime di sfruttamento, l’incremento del 18% rispetto al 2020.

“A margine della relazione – dichiara il direttore INL Bruno Giordano – ritengo doveroso trarre alcune brevi considerazioni. Sebbene in un’accezione non meramente tecnica, il tema del lavoro sommerso, della sicurezza del lavoro, delle tutele del lavoro costituisce il principale campo di attività dell’Ispettorato, che ha portato a una diminuzione del lavoro sommerso dell’8 % in presenza dell’incremento dell’attività ispettiva. 

Laddove si tutela la legalità del lavoro, si tutelano diritti individuali e collettivi come la legalità del mercato, la buona impresa. Con il massivo inserimento delle nuove forze ispettive e con la sinergia di tutte le istituzioni si può prevedere un più efficace contrasto al lavoro sommerso, irregolare, illegale, insicuro. Per la prima volta l’organico ispettivo rispetta ampiamente, per l’Italia, il rapporto tra numero di ispettori e imprese indicato dall’OIL e dal Parlamento Europeo.

Le ispezioni devono essere organiche e sistematiche su tutti profili del rapporto di lavoro, ha aggiunto Giordano: regolarità, sicurezza, emersione, tutele individuali e collettive. L’attività ispettiva incentrata su un’Agenzia unica produce un notevole effetto moltiplicatore, risolutivo, con un rilevante incremento quantitativo e qualitativo della tutela dello Stato sociale.

Tali prospettive possono essere perseguite soltanto con il giusto riconoscimento dell’identità professionale e del ruolo sociale svolto dal personale dell’Ispettorato, che merita anche sul piano economico e dell’inquadramento ordinamentale una più alta considerazione e rivalutazione”.

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