martedì, 4 Ottobre, 2022
Sanità

I Medici ospedalieri sfidano la politica: sanità nel caos, pochi posti letto

Archiviato Ferragosto i medici e personale ospedaliero annunciano che inizia la lotta contro la fuga dalla sanità pubblica e il declino della sanità pubblica. Per i medici è un esodo inarrestabile che segna in anni recenti la riduzione di 41 mila posti letto e di oltre 6 mila unità di personale.

A dar fiato alle richieste è Pierino Di Silverio segretario nazionale Anaao-Assomed, che annuncia l’apertura delle ostilità contro la classe politica, i partiti e il Governo, una sfida che si annuncia lunga, con disagi e tensioni. Il primo punto, il più sensibile è l’immediata apertura delle trattative per il rinnovo del contratto collettivo nazionale della dirigenza medica e sanitaria 2019-2021, peraltro già scaduto. Nel contempo sono partite le iniziative di lotta.

“Care Colleghe e cari Colleghi, è iniziata una mobilitazione che non durerà un giorno, non durerà un mese, ma durerà fino a quando le forze di governo comprenderanno che la Sanità non è un costo, ma una risorsa”, attacca il Segretario Nazionale Anaao Assomed, che annuncia un programma di rivendicazioni da discutere con i partiti e il neo Governo.

Il rinnovo del contratto

L’Anaao Assomed ha inviato al Comitato di settore per la sanità la richiesta ufficiale di aprire le trattative per il rinnovo del contratto.
“La firma definitiva dell’accordo quadro che definisce le aree di contrattazione”, sollecita Pierino Di Silverio, Segretario Nazionale Anaao Assomed, “elimina qualsiasi alibi per continuare a temporeggiare lasciando migliaia di medici e dirigenti sanitari dipendenti in uno stato di grave incertezza, nel silenzio più assordante del Governo e delle Regioni”.

Medici stremati e in fuga

“La categoria, stremata da anni di pandemia e da condizioni di lavoro non più sostenibili, non può essere schiacciata anche da meccanismi burocratici lenti e obsoleti”, sottolinea l’Associazione dei medici e dirigenti ospedalieri, “quali quelli oggi richiesti per arrivare all’apertura delle trattative, il cui unico scopo sembra essere quello di ritardare ogni forma di riconoscimento economico e professionale agli operatori e di confronto sul miglioramento delle loro condizioni di lavoro”.

Ritardi inaccettabili

Per questo l’Anaao Assomed, fa presente Di Silverio, “chiede che le metodologie e i tempi della contrattazione dei medici e dei dirigenti sanitari dipendenti vengano ripensati per garantire maggiore coerenza con le esigenze del mondo del lavoro”.
Il Contratto nazionale per i medici è lo strumento, “più importante per valorizzare e tutelare chi opera dentro la sanità pubblica: non averlo è grave e rinnovarlo sempre dopo la sua scadenza è oramai inaccettabile”.

Fisco, posti letto e dignità

La sfida dei medici non finisce con il contratto, a ribadirlo è il segretario dell’Associazione,
il Piano di rilancio ha solo quattro punti ma decisivi.
“Chiediamo la defiscalizzazione del lavoro, perché abbiamo una pressione fiscale che pesa sulle nostre vite per il 45%”. Altro punto che riguarda i pazienti ospedalieri è l’aumento dei posti letto, “ma chiediamo un aumento di personale e condizioni di lavoro migliori”. Sul Covid la sollecitazione è legata al forte impatto avuto dalla pandemia sulla vita dei medici. “Chiediamo che ci venga restituito il tempo che il Covid ci ha sottratto e ha sottratto alle nostre famiglie, ma anche ai pazienti”. Infine la restituzione della “dignità”.
“Chiediamo semplicemente dignità per una professione che è stata denigrata e destrutturata nell’arco degli anni”.

La crisi degli ospedali

Sistema di cure sul quale continua a pesare la riduzione di 41 mila posti letto e di oltre 6 mila unità di personale, scrive l’Associazione dei medici non è “compensata dall’incremento registrato con la comparsa della pandemia, peraltro solo in piccola parte a tempo indeterminato”.

“Grande fuga” inarrestabile

I problemi inoltre hanno avuto una accelerazione che ha aggravato il fenomeno della “grande fuga” per cui, secondo i dati Onaosi, circa 2 mila medici vanno via annualmente dal Sistema sanitario nazionale in età non ancora pensionabile”.

Coop e dumbing retributivo

Le strutture di Pronto Soccorso si riempiono di pazienti (con il 70% degli accessi impropri) e si svuotano di medici. Per l’Anaao di è di fronte alla “solita coperta corta che produce disagio lavorativo, aumento del rischio professionale e del contenzioso medico legale, con coperture assicurative quanto meno dubbie, ulteriore riduzione delle attività di elezione”. Un mix perfetto. “Senza contare che l’esplosione delle cooperative, con il loro dumping retributivo nei confronti del personale di ruolo e l’assenza di vincoli legislativi, e il ricorso a incarichi libero professionali per il PS, al di fuori dei requisiti di legge, stanno destrutturando il lavoro professionale incentivando giovani e meno giovani al cottimismo di lusso a scapito del lavoro dipendente”.

Sofferenza in aumento

Infine per l’Associazione dei medici e dirigenti ospedalieri “Dove tutto doveva cambiare niente cambia”. Osserva Pierino Di Silverio
Segretario Nazionale Anaao Assomed, invece, “la fuga dagli ospedali, continua e aumenta la sofferenza di un personale medico e sanitario che non viene ascoltato, continua la sofferenza dei pazienti che non trovano risposte alle richieste di cure in un sistema vicino al collasso senza differenze di latitudine”.

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